I genitori di un bimbo sono sordi, a Cocquio Trevisago una classe impara la lingua dei segni per la recita di fine anno
Anche i papà dei bimbi coinvolti nel progetto di inclusione: giovedì sera hanno accompagnato i loro figli sul palco. I genitori non udenti: “Ci siamo commossi fino alle lacrime, perché ci avete fatto un regalo speciale, pieno d’amore, sensibilità e significato“
In classe un bimbo coi genitori sordi, e gli alunni decidono di imparare la lingua dei segni per la recita di fine anno. E sul palco oltre alle parole cantate, il testo della canzone è stato dunque interpretato grazie alla Lis: è successo ieri sera, giovedì, a Cocquio Trevisago.
In un’epoca segnata da ritmi frenetici, guerre e continui fatti di cronaca, c’è chi sceglie di riportare al centro valori come l’inclusione, la collaborazione e la sensibilità verso gli altri. È quanto accaduto alla scuola primaria “I. Salvini” di Cocquio Trevisago, dove insegnanti e alunni hanno dato vita a un progetto speciale in occasione della festa di fine anno.
L’iniziativa nasce dall’osservazione di una realtà sempre più diffusa: molti bambini trascorrono poco tempo con i genitori, spesso assenti per impegni lavorativi o distratti dall’uso costante di dispositivi elettronici. Una distanza che, secondo gli insegnanti, rischia di impoverire il dialogo familiare e di spingere i più piccoli a cercare conforto altrove, persino nell’intelligenza artificiale, utilizzata talvolta come interlocutore o fonte di consigli. Da questa riflessione è nato un percorso educativo originale e coinvolgente. Attraverso vari sketch e momenti teatrali, i bambini hanno rappresentato scene di vita quotidiana: il papà che non può accompagnarli al parco, l’assenza durante i compiti o il tempo trascorso davanti al computer e ai videogiochi. Situazioni che raccontano con semplicità, ma efficacia, il senso di solitudine vissuto da molti bambini.
Il progetto, però, non si è fermato a sottolineare tale allarme sociale. Gli alunni hanno infatti lavorato anche sul tema dell’inclusione, imparando la lingua dei segni e inserendo i ritornelli di tre canzoni in LIS all’interno dello spettacolo finale. La scelta è nata anche dalla presenza, in classe (una seconda), di un bambino con genitori sordi: i suoi compagni hanno voluto coinvolgerli attivamente nell’esperienza, permettendo loro di seguire e condividere pienamente l’emozione dello spettacolo attraverso la lingua dei segni. Il ritornello dell’ultima canzone ha visto la partecipazione dei papà dei bimbi che la interpreteranno con la lingua dei segni.
Un gesto semplice, ma dal forte valore umano, che ha trasformato la musica in uno strumento di partecipazione e vicinanza.
In serata la lettera di ringraziamento dei genitori non udenti del bimbo di seconda: «Questo spettacolo sulle note di “Supereroi”, accompagnato dalla LIS, è stato davvero bellissimo e per noi un’emozione fortissima. Ci siamo commossi fino alle lacrime, perché ci avete fatto un regalo speciale, pieno d’amore, sensibilità e significato. Bravissimi anche tutti i bambini, che sono stati meravigliosi e ci hanno emozionato tantissimo Grazie per il bellissimo lavoro che fate ogni giorno con i bambini. Siete maestri fantastici».
Fondamentale il contributo di numerosi professionisti che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa: gli insegnanti Giusy Trapani, Francesca Bozzoli, Melodia Cesare, Rosetta Grosso, Loredana Di Stefano, Lorenzo Delli Gatti insieme all’insegnante LIS Barbara Lecca, l’esperto musicale Giovanni Bruno e Luca Re, giovane cantautore della provincia di Varese. Un’esperienza che dimostra come la scuola possa ancora essere un luogo capace di educare non solo allo studio, ma anche all’empatia, al rispetto e alla costruzione di relazioni autentiche.
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MERAVIGLIA….LE BELLE NOTIZIE CHE FANNO BENE!
BRAVI BIMBI E BRAVI GLI INSEGNANTI!!