L’ex seminario sarà proprietà comunale

Il Consiglio comunale decide di acquisire la struttura, ma non sa ancora cosa ne farà

L’ex seminario  di Masnago sarà del Comune. Questa la scelta passata in Consiglio dopo un acceso dibattito. 
Ventisette consiglieri hanno deciso di esercitare il diritto di prelazione. Ora la parola torna alla Curia vescovile, che comunque non ha molti margini e, suo malgrado, dovrà cedere il complesso di via Caracciolo all’amministrazione comunale. Valore dell’operazione sei miliardi e mezzo.
Il pomeriggio in salone Estense non è comunque filato via liscio. Lo si è capito subito perché alcuni consiglieri hanno mal digerito la proposta di emendamento presentata dal presidente Roberto Maroni, a seguito di una riunione mattutina tra i big della politica di Polo e Lega. La novità in sostanza modifica la destinazione d’uso. Nella bozza di delibera predisposta dalla giunta si parlava di acquisizione per disporci degli uffici comunali attualmente collocati in varie zone della città. L’emendamento passato con i voti contrari (9) di Ds, RC, 3 di VareseCittà e di An, prevede solo l’acquisizione al demanio del comune per fini istituzionali senza contemplarne l’esatta destinazione.
Maroni aveva giustificato questa convocazione di urgenza ripercorrendo le tappe della vicenda. Una fretta dettata ancora una volta, a parere delle opposizioni, dalla cattiva gestione delle Giunta Fumagalli, oggi assente per un convegno a Roma. Anche Maroni ha lasciato intendere che qualche margine di tempo maggiore ci poteva essere tanto che il documento è tornato dalla sovraintendenza di Milano il 2 febbraio. Protocollato il 6 nei giorni successivi è stato analizzato dalla giunta, ma solo il 15 ne è stato informato il presidente Maroni, che subito ha provveduto a convocare il consiglio perché il diritto di prelazione scade tra due giorni.
Le opposizioni, dapprima favorevoli, hanno attaccato la maggioranza lasciando intendere che ancora una volta si è sacrificata la trasparenza alla volontà di un accordo tra Polo e Lega. Maroni ha controbattuto sulla questione affermando che non c’è alcun tipo di accordo nel chiuso delle stanze e che la destinazione prevista dal Prg è chiara. O saranno uffici, o complesso museale. 
In un clima acceso, ma sempre nei limiti del contraddittorio politico, si è arrivati al voto senza alcuna sorpresa vista la compattezza della maggioranza e di Forza Italia. 
Da domani gli uffici si attiveranno per i contatti con la Curia  per reperire i soldi necessari all’acquisto.
Varese avrà così a disposizione un grande e pregiato complesso architettonico, oltre a 67mila metri quadrati di parco. Un’operazione che viene applaudita da molti, ma che lascia ancora qualche margine di dubbio soprattutto legato al fatto che non si sa quale destinazione avrà. E, se, inoltre, fosse vera l’ipotesi che il Sindaco non gradisse molto soffiare l’affare al "Nuovo focolare Santa Maria di Loreto" che avrebbe dovuto farne una casa di riposo, sarà ancora più lungo l’iter di decisione e ristrutturazione dello stabile.

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Pubblicato il 17 Febbraio 2001
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