Regole e impegni per tutelare il territorio

La posizione dei candidati dell’Ulivo su Malpensa e la vicenda del mancato no ai voli notturni

Riceviamo e pubblichiamo
Il Coordinamento Provinciale dell’Ulivo e i candidati dei dieci collegi, camera e senato, della nostra Provincia hanno messo a punto e diffuso un documento programmatico su Malpensa che segna un punto fermo nella discussione su chi e con quali impegni si preoccupa dei problemi creati dal nuovo aeroporto.

I punti del documento sono:

  1. Richiesta di Valutazione ambientale che determini scientificamente il grado di sopportabilità dell’aeroporto da parte del territorio
  2. Necessità di un nuovo Piano regolatore aeroportuale con nuove regole certe, quantificazione del traffico passeggeri e merci e infrastrutture conseguenti volte a trasferire il traffico da gomma a rotaia
  3. Riconsiderazione del ruolo di Malpensa nel sistema aeroportuale del nord Italia e della Lombardia (su questo l’Ulivo chiederà una seduta straordinaria del Consiglio regionale)
  4. Divieto dei voli notturni (cfr. seconda parte del documento)
  5. Ripartizione dei voli charter su altri scali
  6. Definizione di regole certe sul monitoraggio dell’inquinamento e del rumore
  7. Partecipazione degli Enti locali all’assetto societario e alla gestione dello scalo
  8. Costituzione della Commissione ambientale aeroportuale con i Sindaci dei Comuni.

Circa la vicenda del mancato stop ai voli notturni essa è stata la peggiore notizia della settimana per chi vive la vicenda Malpensa con la speranza di ricondurla ad un minimo di razionalità e rispetto di regole certe e condivise.

E’ vanificato il tentativo di dare sostanza di legge al divieto che, già decretato in altro modo, era stato cassato dalla magistratura amministrativa.

Ora bisogna ripartire da capo per ricostruire, con le norme che abbiamo e a livello di aeroporto un blocco reale dei voli notturni. Perciò va chiamato in causa il gestore e costituita la commissione aeroportuale per l’ambiente. Mentre l’azionista di riferimento, Comune di Milano, la regione e le Istituzioni locali devono esprimere una posizione comune.

Fino a che non sarà chiara la volontà a livello locale, è difficile sperare che i problemi siano risolti a livello di parlamento nazionale. Piaccia o meno la vicenda appena conclusa insegna questo. Perciò il documento del centro sinistra e dei suoi candidati è un punto molto importante da cui far partire la discussione e l’iniziativa.

Ma la vicenda del mancato no ai voli notturni, dovuta alla mancata approvazione di questa parte del collegato ambientale della finanziaria 2000 si presta a qualche ulteriore commento.

Per osservare che il Parlamento, con il sistema della doppia lettura, pare più un distruttore che un facitore di regole: infatti dopo che il Senato aveva approvato il divieto, la camera non è riuscita a fare altrettanto in oltre sei mesi.

I contrari al divieto notturno ne hanno imposto lo stralcio con il ricatto: che altrimenti, non avrebbero accettato di deliberare sul provvedimento che la conteneva in sede di Commissione. Essendo chiaro che la fine della legislatura non consentiva il passaggio in aula hanno avuto buon gioco a vincere la partita.

Chi abbia presentato questo emendamento lo si sa, ma è strano che non lo si sia voluto dire con chiarezza ( o forse non è strano…). Ciò dimostra come si tenga in poco conto la correttezza e la trasparenza, in questo come in altri aspetti del caso Malpensa: un motivo in più per continuare l’impegno.

Roberto Caielli

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Pubblicato il 19 Marzo 2001
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