Ambulatorio per immigrati: prima sfida a suon di volantini
Il presidio dei Giovani Padani davanti all'ospedale del Circolo scatena la protesta della sinistra. Motivo della contesa il progetto dell'Asl di aprire un ambulatorio per gli irregolari
| Una guerra a colpi di volantini. È quello che è avvenuto questa mattina in viale Borri, davanti all’ingresso dell’Ospedale di Circolo. I Giovani Padani , già nei giorni scorsi, avevano annunciato una mobilitazione per protestare contro la decisione dell’Asl di aprire un servizio sanitario per gli immigrati clandestini, un dispensario per gli irregolari e per tutti gli emarginati che vivono senza fissa dimora. L’annuncio ha scatenato la reazione della sinistra e questa mattina alle 9.30 in punto, a fianco dei leghisti si sono presentati anche i comunisti del movimento antirazzista che hanno attuato un controvolantinaggio, mentre la sinistra giovanile ha manifestato la sua condanna con un comunicato in cui si esprime profonda indignazione. La scelta de luogo non era casuale per i giovani padani che hanno individuato nel Centro Unico di Prenotazione il luogo simbolo delle tribolazioni degli italiani e di tutti i cittadini regolari che pagano le tasse e che devono sudare per ottenere una prestazione sanitaria. "Non comprendiamo e anzi condanniamo la realizzazione di una struttura che venga realizzata con i soldi dei contribuenti per agevolare chi vive in clandestinità, senza pagare le tasse e al di fuori della legge." A parlare è Franco Barosi consigliere comunale leghista fuori dal Circolo insieme al collega Fabio Binelli "Inoltre si invita il medico a violare la legge perché deve prestare un servizio senza dichiarare chi lo riceve. La legge italiana, voluta dal governo di sinistra, è già abbastanza larga e accomodante in tema di immigrazione, non abbiamo bisogno di funzionari che dilatino ulteriormente il dettato legislativo." Per i giovani padani l’ambulatorio è una dimostrazione di razzismo nei confronti degli italiani costretti a code ed attese di mesi per ricevere una prestazione." Rigettano anche la scusa che l’ambulatorio servirà ad alleggerire il lavoro del Pronto Soccorso, che deve essere utilizzato solo in caso di reale necessità, e per salvaguardare la salute pubblica minacciata da malattie scomparse che entrano altrettanto illegalmente nel nostro paese :"Ci vuole un cordone sanitario alle frontiere. Chiaro che se queste sono un colabrodo, l’Asl non si può accollare l’onere di debellare tutte le malattie che circolano per strada." Tante accuse, dunque, che i comunisti respingono decisamente anche perché se la sanità è un calvario, molta responsabilità va accollata all’attuale giunta regionale lombarda che sta privatizzando il settore, riducendo gli ambiti del pubblico. Inoltre i comunisti accusano i leghisti di accanirsi contro gli irregolari clandestini tacendo, però, sull’evasione di decine degli imprenditori padani che speculano sulla pelle di questi lavoratori in nero. Arrabbiato è anche Flavio Nossa, responsabile del servizio immigrazione della CGIL: "Questi ragazzi non conoscono la legge. L’ambulatorio servirà anche chi è in attesa di asilo e quanti non hanno fissa dimora. Inoltre potrà finalmente snellire il lavoro del Pronto Soccorso degli ospedali che oggi è preso di mira anche per un semplice raffreddore. Infine il lavoro sarà compiuto interamente da volontari medici e paramedici, che da anni lavorano nel volontariato credendoci e spendendoci energie." Una protesta simbolo, quella dei giovani padani che, secondo i comunisti è fallita essendo stata organizzata ad uso e consumo dei soli media. Intanto, all’entrata del CUP, il solito movimento di gente, indifferente alla battaglia dei volantini. |
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