Leonardo in volo sul Lago Maggiore. Possibile?

Secondo il direttore del Museo Ideale di Leonardo a Vinci il genio toscano fece esperimenti nei laghi lombardi. E un'azienda sta già preparando il modello per ricreare una macchina volante

Prendetela così come ve la raccontiamo, a metà tra sogno, storia e profezia. L’ipotesi l’ha avanzata il professor Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Leonardo, a Vinci. Secondo lo studioso il genio toscano avrebbe provato di persona a volare, utilizzando i marchingegni da lui progettati. Luoghi delle ricognizioni: i laghi. Due in particolare, quello di Como e i dintorni di Varese, forse Laveno. La localizzazione degli esperimenti leonardeschi sarebbe frutto di una serie di deduzioni storico-fantastiche. 

"Si tratta solo di voci e leggende – spiega Vezzosi – ancora non supportate da prove documentali, ma che aprono degli interrogativi misteriosi: perché tutte quelle indicazioni sugli atterraggi e sulle condizioni di sicurezza del pilota? E’ come se il genio volesse darsi un vero e proprio manuale, il che rende molto probabile l’utilizzo in prima persona delle macchine volanti, e quasi certamente in zone montuose sopra specchi d’acqua". Da qui il passaggio verso Varese. Leonardo, che passò buona parte della sua vita a Milano, avrebbe avuto nel Nord-Ovest della Lombardia i luoghi più comodi per le sue esplorazioni. Ma come é arrivata la profezia del direttore del museo vinciano fino a Varese? Il legame con il territorio riguarda in realtà un progetto imprenditoriale che profuma di sogno ad occhi aperti. Un’azienda di Laveno Mombello, la Icaro 2000, considerata dagli appassionati del volo come la Ferrari del deltaplano, starebbe infatti per ricostruire una delle macchine volanti contenute nei disegni del Codice di Madrid di Leonardo; una serie di carte ritrovate nella capitale spagnola solo nel 1966, dopo che erano rimaste seminascoste a causa di una collocazione sbagliata nell’archivio di un museo. Insomma, l’annuncio non sarebbe poi così casuale.

Le tre principali intuizioni leonardesche contenute in quei disegni si chiamano Piuma o foglia deltaplano, Sfera volante, Ingegno volante per forza di vento. Ma é sulla prima che si sono concentrati gli sforzi del progetto. L’idea é quella di ricostruire in lega leggera l’apparecchio e di effettuare poi un volo dimostrativo. "Siamo certi che quella macchina, con materiali moderni, possa volare" é l’opinione di Vezzosi. 
Il progetto sta incuriosendo ammiratori e curiosi di mezzo mondo.
Due anni fa, nel 1999, venne presentato al Museo Ideale di Vinci il prototipo in legno del Piuma deltaplano. Un esemplare che non poteva volare a causa del materiale troppo pesante. Ma la volontà dei curatori del progetto (tecnici, artigiani dell’ associazione Progetto Insieme di Sigillo (Perugia) e Gianni Hotz di Icaro 2000) é mostrare che Leonardo aveva visto giusto e quindi spiccare il volo con il modello tratto dal Codice di Madrid. "Un progetto costoso – precisa Gianni Hotz – che andrà in porto se troveremo degli sponsor disposti a sostenerlo".

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Pubblicato il 07 Agosto 2001
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