Nuove prospettive per il dialogo tra le parti sociali

Il Patto per lo sviluppo regionale ridà fiato alla concertazione anche a livello locale. La Cisl giudica positivamente lo strumento che rilancia la qualificazione, la diffusione e la realizzazione sul territorio lombardo

Riceviamo e pubblichiamo

La sottoscrizione, da parte delle Organizzazioni sindacali e degli imprenditori, del "Patto per lo sviluppo" con la Giunta regionale lombarda, avvenuta al Pirellone mercoledì 19 settembre, rilancia positivamente la concertazione sociale nel territorio Lombardo e dà un nuovo impulso anche al Patto territoriale dell’Alto Milanese.

Nell’intesa, infatti, le parti si impegnano per una riforma e un rilancio degli strumenti di programmazione negoziata e a sostenerne "la qualificazione, la diffusione e la realizzazione sul territorio lombardo". I nuovi provvedimenti dovranno essere "ispirati alla massima semplicità amministrativa".

Una notizia positiva per il territorio Legnanese. Il Patto territoriale dell’Alto Milanese, come si ricorderà, non è entrato tra i patti approvati, con le vecchie procedure, dal Governo centrale e non ha quindi potuto proseguire il suo iter, in attesa delle nuove regole, nel frattempo diventate di competenza regionale.

Il Patto regionale ha rilanciato il ruolo primario della concertazione e delle parti sociali nelle politiche di sviluppo. Lo stesso ruolo andrà ora ribadito anche a livello territoriale. I protocolli d’intesa che formeranno l’essenza del Patto territoriale dovranno essere il frutto del dialogo tra tutti i soggetti economici e sociali dell’area Legnanese .

In particolare sui temi delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale è urgente che vengano avviati tavoli di confronto tra le parti sociali. In un recente documento, presentato nella commissione "Politiche del lavoro", sono stati individuati questi obiettivi prioritari, sui quali si auspicano intese locali tra sindacati e imprenditori:

  1. Prevenzione della disoccupazione di lunga durata, con particolare riferimento all’accesso delle donne nel mondo del lavoro.
  2. L’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche definendo specifici piani formativi e la piena valorizzazione di tutte le forme di accesso al lavoro.
  3. L’attivazione di strumenti per il governo e la qualificazione del lavoro extracomunitario.

Le intese dovranno, in particolare, prevedere nuovi percorsi di orientamento, formazione e tirocinio per sviluppare la professionalità dei giovani e favorire la mobilità dei lavoratori tra aziende e settori. Per i lavoratori stranieri, di cui si ribadisce l’utilità nel mercato del lavoro locale, si invitano le parti a definire progetti sperimentali che prevedano la realizzazione di corsi di formazione, per favorire l’integrazione degli immigrati nel posto di lavoro e nella vita sociale e per sviluppare le loro competenze professionali. Gli accordi dovranno anche affrontare il problema abitativo sviluppando una collaborazione tra imprese, parti sociali, istituzioni locali, cooperazione edilizia e Associazioni no profit.

Le prossime settimane saranno determinanti per la riuscita del Patto territoriale. Si dovranno riunire tutte le commissioni e quindi il Comitato di Raccordo, che comprende sia le rappresentanze sociali che quelle istituzionali, per definire il progetto definitivo, con l’indicazione degli obiettivi prioritari e dei soggetti attuatori. Il sindacato, su quei tavoli, dovrà giocare un ruolo attivo affinché il patto diventi un’ulteriore occasione di sviluppo e modernizzazione del territorio e lo strumento per la valorizzazione della concertazione sociale nel legnanese.

Luigi Maffezzoli

Segretario Generale

CISL Ticino Olona

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Pubblicato il 24 Settembre 2001
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