Più comfort per le future mamme

Inaugurata la nuova sala parto della struttura ospedaliera studiata per far sentire meglio e a proprio agio le partorienti

È stata inaugurata la nuova sala parto dell’ospedale di Tradate. Alla presentazione hanno partecipato tutte le personalità della zona: oltre al direttore dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio, Saronno e Tradate Ambrogio Bertoglio, anche il sindaco della città, l’onorevole Dario Galli,  il senatore Antonio Tomassini e il parroco Don Luigi Stucchi. Quest’ultimo ha benedetto la nuova sala ricordando che “in questi giorni di morte, occorre un chiaro richiamo alla vita”. “Questa nuova sala fa parte del progetto di rinnovo dei tre ospedali dell’azienda ospedaliera” ha spiegato Bertoglio: “Progetto che prevede di recuperare i costi delle nuove iniziative dalla razionalizzazione del vecchio, dal risparmio su quello che già c’era: è una logica dalla quale non possiamo sfuggire. Questo indirizzo sta dando oggi degli ottimi risultati”.

 

Nell’ospedale di Tradate sono circa mille i nati lo scorso anno e, a detta anche del sindaco Galli, “è molto importante per l’Azienda sapere che molti scelgono di partorire in questo ospedale, invece che in altre strutture”. Da oggi, con la nuova sala cambia anche il concetto del metodo del parto: colorata e resa più confortevole si punta, secondo i responsabili, a creare quella giusta via di mezzo tra il calore e l’habitat familiare del parto in casa, unendo quella che era la familiarità del parto casalingo con la freddezza del parto in ospedale.

“Si tratta di un ambiente che non sembra un ospedale” spiega il primario responsabile del reparto ginecologia Claudio Cena: “Abbiamo messo colori diversi, luci diverse, tende colorate che in genere sono bianche, abbiamo nascosto una speciale luce da usare in caso di necessità, abbiamo un apparecchio che controlla il battito a distanza (senza dover tenere legata la paziente) e abbiamo un letto che non è più un letto tradizionale, ma un letto rotondo, quasi che fosse un divano”.

Che vantaggi si ottengono con queste modifiche? “I vantaggi che noi volevamo ottenere erano di rendere meno freddo l’ambiente, di renderlo più caldo e di far sentire la paziente più a casa sua. I vantaggi di un parto in casa uniti ai vantaggi di essere seguiti da un competente gruppo medico”.

 

C’è un ritorno verso i vecchi metodi o concetti di parto? “Il parto in casa ritornerà, ritornerà perché ci sono delle situazioni che si svilupperanno in meglio, però sarà un parto selezionato. Qui possiamo fare qualcosa in più del parto in casa: c’è ad esempio la scelta della paziente di partorire in maniera convenzionale sul lettino oppure nella vasca o seduta sugli sgabelli. Penso che ognuna debba scegliere la propria posizione da parto: non tutte hanno le stesse sensazioni dolorifiche”.

 

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Pubblicato il 25 Settembre 2001
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