Galli: «Abbiamo già fatto tutto il possibile»
Il sindaco precisa la situazione dello sfratto della famiglia di origine marocchina: la famiglia non ha diritto a quella casa, lo sfratto sarà eseguito
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Lo sfratto della famiglia B. dalla casa comunale di via Crocefisso sarà effettuato il 27 ottobre. In seguito all’articolo pubblicato sulla questione, il sindaco di Tradate Dario Galli precisa alcuni punti sulla motivazione di tale sfratto: "Nelle dichiarazioni presenti negli articoli pubblicati vi sono delle importanti imprecisioni: intanto non è vero che il signor B.E. è in regola con i pagamenti del comune perché risulta, in questo momento, tra spese e affitti in arretrato di quasi tre milioni. Non è vero inoltre che ha esaurito i suoi debiti con la giustizia perché per quanto ci risulta stava scontando la pena ed è stato scarcerato solo per questioni di salute, quindi vuol dire che la pena la sta ancora scontando, ma soprattutto, visto che pare abbia patteggiato, vuol dire che nella sostanza lui ha ammesso le sue colpe e reati. Oltretutto, andando a vedere gli articoli del tempo non è che questo signore facesse cose piccole, ma, nella grossa organizzazione di spaccio di droga, individuata nel 1997, lui sembrava essere uno dei personaggi di spicco, facendo da corriere fra l’Italia e il Marocco per andare a recuperare le partite di droga direttamente in Marocco. Quindi non ci troviamo di fronte al diciottenne un po’ sbandato, ma una persona che svolgeva un’attività malavitosa di grande livello. Da sindaco mi trovo in questa situazione: la comunità tradatese ha speso 300 milioni per realizzare l’appartamento che nel 1993 gli era stato dato dalla amministrazione precedente e questo signore, che nel nostro comune ha trovato a un affitto irrisorio un appartamento di questo tipo, quando invece ci sono tradatesi che hanno lavorato trenta o quarant’anni e non riescono ad avere la casa dal comune, questo signore che arriva dal Marocco e che si è trovato la casa nuova, ha pensato bene di venire in Italia e senza mai lavorare un giorno, si è messo a fare lo spacciatore di droga: magari c’è qualche figlio di tradatese che è morto per colpa di questo signore, e adesso il signor B. va sui giornali mettendosi quasi dalla parte del perseguitato politico o razziale, perché il comune, dopo tre anni, è arrivato alla fine di ogni ragionevole proroga. Vorrei proprio sapere i miei concittadini cosa pensano rispetto a questa cosa. E poi il signor B. non usi i figli come alibi. Se ci sono dei minori nella casa, questo è un altro problema: che il tribunale dei minori intervenga, giudichi se la famiglia è in grado o meno di mantenere i minori e, come prevede la legge italiana, se un minore non è tutelato dai suoi genitori, il tribunale lo affidi a un’altra famiglia. Il comune e l’appartamento non c’entrano nulla. Dopo di chè il comune se deve fare qualche cosa per i figli, lo fa, come per altro ha già fatto negli ultimi anni per mantenere i suoi alla scuola materna o altro. Non mi pare poi vi siano altre famiglie a Tradate i cui componenti sono stati in carcere e che usufruiscano di una casa di proprietà comunale; se qualcuno comunque c’è, lo dicano. Mi pare che la comunità tradatese, nei confronti di questo signore, abbia finora fatto più di quello che ogni ragionevole paese civile del mondo avrebbe mai fatto. Certamente non di più di quanto il Marocco farebbe per una famiglia tradatese che fosse nelle stesse condizioni. Quelle case sono dei cittadini di Tradate che, con le tasse pagate negli anni, ogni tanto realizzano delle case popolari: che io come cittadino debba pagare anche solo mille lire all’anno per mantenere uno spacciatore di droga in una casa del comune, io non lo ritengo giusto. Non vedo altra alternativa che quella dello sfratto, se poi i figli hanno dei problemi, sono disponibile a parlare con il tribunale dei minori per trovare la soluzione migliore per loro". |
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