“Il teatro del popolo serve alla città, ma la Cgil non collabora”
Sempre più duro lo scontro tra sindacato e comune. Via Verdi risponde alle ultime accuse
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Riceviamo e pubblichiamo A seguito delle notizie ancora divulgate da mass media locali relativamente alla vicenda del Teatro del Popolo e del presunto “braccio di ferro” tra Comune di Gallarate e Cgil, l’Amministrazione Comunale gallaratese si sente in dovere di fornire ulteriori risposte e chiarimenti nonostante le spiegazioni già date in precedenti comunicazioni. Innanzitutto il Vicesindaco, così come l’intera Amministrazione Comunale, vuole esclusivamente ristrutturare completamente lo stabile del Teatro del Popolo. In merito poi alla rivendicazione del diritto di occupare uno stabile costruito da persone diverse dal Comune, si sottolinea che a Gallarate esistono scuole (quali le “Ponti” in piazza Giovane Italia) e asili (la struttura di Cascinetta, realizzata dai Carminati) costruiti da industriali per i propri operai e poi cedute al Comune. E a nessuno dei costruttori o dei primi beneficiari viene ora in mente di dire “Li abbiamo fatti noi, dobbiamo starci noi”. L’Amministrazione Comunale ribadisce che non esiste alcun pregiudizio nei confronti né della Cgil né di qualsiasi altro ente. Per quanto riguarda i finanziamenti e la copertura finanziaria, si rammenta che l’Amministrazione Comunale aveva già finanziato completamente tutta l’opera di ristrutturazione del Teatro del Popolo, come il signor Zanolla sa da almeno due anni (notizia sulla quale lo stesso signor Zanolla non aveva mai obiettato nulla): se la Cgil vuole contribuire al recupero, naturalmente, è libera di farlo, resta però il fatto che il Comune ha necessità dello stabile nella sua interezza. Infine, il Vicesindaco non ha mai cercato lo scontro, tant’è che da due anni sta cercando di trovare una soluzione alternativa offrendo alla Cgil tutto quello che può essere utilizzato dal sindacato per svolgere la propria attività. Quindi il pregiudizio e le posizioni preconcette non sono dell’Amministrazione Comunale, ma semmai della Cgil stessa che sembra non voler ascoltare alcuna ragione, togliendo così a tutti i cittadini la possibilità di disporre di un bene che appartiene a tutta la città e non esclusivamente a un sindacato. Non corrisponde inoltre a verità che alla Cgil non sia stata data comunicazione ufficiale delle decisioni della Giunta: tale informazione è stata inviata il 6 agosto 2001 (numero di protocollo UP – 2001 – 22249) dopo gli ultimi due incontri con i delegati del sindacato. |
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