Proteste per l’hub scippato, ma non tutti piangono

Sindacati e industriali preoccupati per i riflessi infrastrutturali e occupazionali. Sindaci divisi, i comitati favorevoli. Le interviste

Varese e provincia accusano il colpo del ridimensionamento di Malpensa. Industriali e sindacati, parlamentari e alcuni sindaci, esprimono preoccupazioni, da diverse angolazioni, ma con il comune denominatore del rammarico. Non si stracciano le vesti, invece, i comitati che si battono contro il rumore e l’inquinamento dell’hub e qualche sindaco in prima linea sul fronte ambientale.

Partiamo dalla questione occupazionale. Lunedì mattina, al terminal 2, i sindacati Cgil-Cisl-Uil terranno una importante riunione per analizzare la situazione e decidere delle risposte. Le segreterie provinciali hanno già diramato un comunicato ufficiale. Ora, spiega Piergianni Rivolta, di Filt-Cgil, "bisogna capire la mappa del rischio, cioè quali aziende vogliono licenziare". Il quadro comincia a farsi composito: 750 stagionali Sea non avranno il rinnovo del contratto; la Demontis, azienda di catering controllata da Lufthansa, ha chiesto un incontro con i sindacati (si parla di 350 esuberi); 50 o 60 potrebbero essere i posti a rischio alla Lauda Air; Airchef, azienda anch’essa di catering, ha a sua volta chiesto un incontro per parlare di esuberi; 60 dovrebbero essere i posti traballanti ad American Airlines. Situazione difficili anche a Swissair, Eurofly, Azzurra. Minerva. "Per capire meglio il quadro bisognerà ragionare sull’indotto" aggiunge Giancarlo Cecchin, di Cisl Ticino-Olona. "Noi pensiamo che vi siano coinvolte almeno duemila persone. Diventa un problema sociale non indifferente". Per questo, occorre "muoversi rispetto alle istituzioni e ai parlamentari della zona". Cecchin lancia poi una proposta: "Se Alitalia non cambierà idea dovrà liberalizzare gli slot – dice – per consentire che Malpensa possa svilupparsi anche senza il suo apporto, con l’ingresso di altri vettori". 
"Le forze sociali devono reagire" é l’opinione di Marco Molteni, segretario provinciale dell Uil. "Non è possibile che le poliche del trasporto nazionale siano decise dalla compagnia di bandiera, occorre che anche i politici facciano sentire la propria voce altrimenti la situazione per questa provincia diventa difficile".

Preoccupazione anche dai sindaci. Claudia Colombo, primo cittadino di Ferno, non crede che il dietro-front di Alitalia possa alleviare la pressione sul territorio. "Non gioisco – spiega – perché un hub voleva dire tanti passeggeri in transito ma pochi che escono dall’aeroporto. Ora, temo che aumenterà il traffico esterno, con maggiori costi per noi e pochi benefici ambientali. Vedrete, i voli non diminuiranno". 

Claudio Brovelli, primo cittadino di Somma Lombardo sottolinea il fallimento della politica di programmazione del territorio: "Anche questo balletto – risponde – é la  dimostrazione che la politica a livello regionale e nazionale non sa governare il territorio. L’hub l’hanno voluto Sea e Alitalia, ora questa cambia idea. Non entro nel merito, ma dico che mi aspetto altre sorprese, perchè qualcuno ha abdicato al proprio ruolo, lasciando che fossero le aziende a decidere".

Gli industriali hanno ribadito ieri la propria contrarietà alle scelte di Alitalia, lanciando tra l’altro un appello all’utilizzo di forme di lobby territoriale per difendere la dotazione infrastrutturale della provincia. Sempre a questo proposito, Marino Vago, presidente di Univa, ha diramato quest’oggi una "lettera aperta ai parlamentari della provincia di Varese", in cui spiega le conseguenze negative della scelta di Alitalia e in cui fa appello a onorevoli e senatori. Vago definisce "sconcertante" la decisione di Alitalia. E rilancia: "Chiedo ai Parlamentari della provincia di Varese un impegno determinato a favore di Malpensa, per scongiurare decisioni che sarebbero dannose non certo solo per il Varesotto, ma per l’intero Paese". 
Proposta raccolta dall’onorevole Marco Airaghi, che in un comunicato approva "senza riserve l’appello lanciato da Univa che, sposando la tesi dell’On. Giorgetti, auspica l’impegno congiunto dei parlamentari varesini per la tutela degli interessi del nostro territorio". 

Dall’altra parte della barricata, invece, c’é chi vede di buon occhio il fatto che Alitalia faccia le valigie. Si sono già espressi Unicomal e Covest. Non ha dubbi Claudio Montagnoli, sindaco di Arsago Seprio: "E’ una decisione che ci trova d’accordo – risponde -. Forse é il momento giusto per fare, anche a livello regionale, il punto della situazione. La nostra paura é che possa venire a Malpensa un vettore straniero portando aerei scadenti, ma, al di là di questo, la contrazione di Malpensa non é una tragedia. I posti di lavoro? Sono tutti stagionali e quindi poco appetibili: non ne farei un dramma".

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Pubblicato il 05 Ottobre 2001
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