Agostinelli: «Organizzare i Social Forum a livello locale»

In un incontro organizzato dal centro Eda, Mario Agostinelli ha illustrato i problemi mondiali emersi durante il Social Forum Mondiale di Porto Alegre

"Questo presente non ha un futuro gradevole e accettabile, se non a prezzi distruttivi per il mondo". È quanto affermato da Mario Agostinelli, ex segretario regionale della Cgil, durante l’incontro tenutosi ieri sera, venerdì 22, tra le mura della scuola media Leonardo Da Vinci di Tradate. Questo incontro è stato organizzato dal Centro Eda in collaborazione con l’Auser e ha visto la partecipazione di quasi 200 persone provenienti da tutta la provincia.  Argomento della serata, il secondo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, svoltosi a inizio mese. (nella foto Mario Agostinelli)

Agostinelli ha raccontato quanto accaduto dal 31 gennaio al 6 febbraio nella città brasialiana, di come 60 mila persone provenienti da tutto il mondo si siano pacificamente incontrate per meditare sul proprio futuro, per verificare se è possibile contribuire alla costruzione di "un altro mondo". "Quello che mi ha molto colpito – ha spiegato Agostinelli – è stata la massiccia presenza di giovani, oltre ai rappresentanti politici di molti paesi". 

È così proseguita l’idea di "un altro mondo è possibile" e, secondo il relatore, questa volta si è fatto il passo avanti per renderla fattibile con studi, proposte e analisi dei problemi. Il tutto negli oltre 170 seminari e 18 conferenze che si sono svolti in quei giorni. "Lo scopo: creare un nuovo presente – ha spiegato Agostinelli – un presente che integri tutto il mondo. Porto Alegre ha dato un esempio perfetto di come sia possibile organizzare grandi eventi senza grandi spese. Bisogna che i vari Social Forum adesso si organizzino a livello locale in questa direzione".

Partendo dal presupposto che l’attuale modello di globalizzazione è tutt’altro che statico, diversi sono stati i problemi a livello mondiale di cui si è parlato a Porto Alegre.  "Primo fra tutti far capire universalmente che il mondo è unico e che non esiste il concetto di "guerra giusta" – ha spiegato Agostinelli – Altro problema fondamentale è quello della risorsa acqua: non c’è acqua abbastanza per tutti e c’è il rischio che proprio intorno a questa risorsa si combatteranno le guerre del futuro. E poi vi è la proprietà degli esseri umani: oggi i Paesi investono e traggono profitto dalla commercializzazione degli essere viventi, ma di chi è la proprietà della vita e delle relazioni sociali?"

A Porto Alegre si è però verificato un problema in quanto erano assenti i rappresentanti del mondo islamico e della Cina. "Questo è un problema che andrà risolto – ha detto Agostinelli – È praticamente impossibile creare un mondo con questi buchi".

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Pubblicato il 23 Febbraio 2002
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