Approvato l’emendamento “salva fonderie” proposto da Airaghi

L’onorevole del collegio di Saronno ha fatto approvare in Parlamento un emendamento della finanziaria 2002 nel quale si prevede lo stanziamento di cospicui fondi per il settore

Per il 2002 tutte la fonderie italiane godranno di uno stanziamento statale di quasi 13 milioni di euro, che saliranno a 15,5 milioni per il 2003 e 2004. È quanto stabilito recentemente dal Parlamento che ha approvato la proposta dell’onorevole del collegio di Saronno Marco Airaghi per un aiuto economico delle piccole e medie imprese che lavorano nel settore delle fonderie di ghisa e acciaio. Infatti, come affermato dallo stesso Emilio Cremona, presidente dell’associazione delle fonderie, il mercato “è appena entrato in una grossa crisi, per uscire dalla quale deve pagare un prezzo altissimo – spiega il presidente – L’intervento del Governo oltre a facilitare il superamento della crisi, conferirà al settore un nuovo vigore, consentendogli di migliorare la propria competizione sui mercati internazionali”.

 

In Italia infatti, soprattutto nel nord, sono più di 300 le piccole e medie imprese che lavorano nel campo dei metalli ferrosi; queste danno lavoro diretto a circa venti mila persone, indiretto ad altre otto mila; il tutto per un fatturato annuo di circa tre mila e 500 milioni di euro. “Il provvedimento – spiega Airaghi – ha l’obiettivo di incentivare l concentrazione delle imprese per migliorare la competitività. Le risorse stanziate potranno inoltre favorire la delocalizzazione degli impianti con un conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro e la riduzione dell’impatto ambientale degli insediamenti industriali. Questo intervento è un chiaro segnale di attenzione verso un settore tradizionalmente importante per le piccole e le medie imprese italiane”.

 

I fondi stanziati saranno quindi destinati al perseguimento di diverse finalità, tra cui promuovere una migliore qualificazione della produzione (anche attraverso una riduzione della capacità produttiva in esubero), favorire e migliorare forme di collegamento fra la domanda e l’offerta, nonché favorire la delocalizzazione delle imprese per le quali sussistano problemi di compatibilità ambientale con il territorio in cui sono situati gli stabilimenti.

 

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Febbraio 2002
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