Omicidio di Besano: confermata la condanna all’operaio milanese

La Corte d'appello di Milano conferma i 22 anni di carcere dati a Massimo Colombo, accusato di aver ucciso Isidoro Grimaldi

La Corte d’Appello di Milano ha confermato questo pomeriggio la condanna a 22 anni a carico di Massimo Colombo, l’operaio milanese accusato di aver ucciso a Besano la sera del 24 novembre del ’95 Isidoro Grimaldi per sottrargli una pistola. Decisiva, per la sentenza di condanna, è stata la deposizione del figlio della vittima, Fabio, che all’epoca aveva solo 8 anni. Fu il bimbo, durante le indagini, a fornire una dettagliata descrizione dell’assassino e a riconoscere in seguito Colombo. Quest’ultimo, dal canto suo, si è sempre proclamato innocente. Il processo è sempre stato indiziario; Grimaldi, che partecipava a gare di tiro a segno, aveva messo in vendita una pistola detenuta regolarmente attraverso un’inserzione. La sera del 24 novembre, nell’abitazione della vittima a Besano, si era presentato uno sconosciuto per acquistarla; quest’ultimo, però, dopo aver esaminato l’arma se ne era impossessato e aveva fatto fuoco a freddo contro Grimaldi, scappando. All’intera scena aveva assistito il piccolo Fabio. Interrogato dalla Mobile aveva parlato di un giovane spilungone, con gli occhiali spessi, un cappellino verde da baseball; una descrizione che corrispondeva in pieno a quella di Colombo, un milanese che spesso trascorreva i fine settimana a Besano. Il bambino, nel corso di un drammatico confronto, avrebbe più avanti riconosciuto l’imputato, altrettanto avrebbe fatto la madre del ragazzino nonché vedova di Grimaldi. Da lì è scaturita la condanna a 22 anni in primo grado, ora confermata in appello. Da notare che Colombo, che non è mai stato arrestato, si trova ancora a piede libero.

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Pubblicato il 21 Marzo 2002
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