Mense, assessore contro le maestre: «Soffiano sul fuoco della protesta»
Ivan Vecchio accusa: la petizione che invita allo sciopero delle mense distribuita ai bambini in aula durante le lezioni
| «Alcune insegnanti sono uscite dal loro ruolo, contribuendo ad alzare un polverone». Clima rovente nelle elementari della città. La protesta contro gli aumenti del buono mensa sta diventando sempre più accesa. L’assessore alla pubblica istruzione Ivan Vecchio, reduce da un faccia a faccia con alcuni rappresentanti di genitori e insegnanti del terzo circolo, apre un nuovo fronte di polemica, stigmatizzando l’atteggiamento tenuti dai docenti sui banchi di scuola. «Nelle scuole di Ronchi, Moriggia e Cedrate – lamenta Vecchio – ci sono delle insegnanti che hanno distribuito in classe il foglio della petizione che invita allo sciopero della mensa il 21 maggio. Mi pare che questa cosa non si dovesse fare in classe, chiederò al provveditore agli studi di verificare se siano stati rispettati i criteri di una corretta prassi educativa». Per l’amministrazione comunale l’opposizione contro il buono mensa è stata strumentalizzata dalle opposizioni in un clima di campagna elettorale. «Molte delle persone coinvolte nella protesta – dice l’assessore – sono in qualche modo legate al centrosinistra: mi sono quindi fatto l’opinione che qualcuno stia strumentalizzando la protesta per fare la campagna elettorale, ed è davvero un brutto modo di fare politica». Il comitato dei genitori ha fissato per il 21 maggio una giornata di sciopero della mensa: i bambini verranno inviati a scuola con una colazione al sacco, evitando di utilizzare le mense scolastiche. La rivolta dei genitori fa seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di alzare le tariffe del buono mensa e di portare alla fascia massima gli scolari residenti fuori Gallarate. «Nell’ultimo incontro con i rappresentanti – racconta l’assessore – è emerso che molti non avevano capito la nostra differenziazione tariffaria. Noi siamo disponibili a rispiegare ancora le nostre decisioni: ci sono fasce di reddito che proteggono i poveri e alzano i costi per le famiglie con redditi sopra i cento milioni. Quanto ai non residenti ribadisco che non riteniamo giusto siano i gallaratesi ad accollarsi i costi. lo facciano i comuni di provenienza». |
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