Parti sociali: perché il dialogo non riprende?
L'esecutivo della Cisl ha analizzato la situazione politico-sindacale e lo stato dei rapporti con il Governo
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Riceviamo e pubblichiamo L’Esecutivo della Cisl di Varese, riunito il giorno 27 maggio, ha esaminato la situazione politico –sindacale e lo stato dei rapporti con il Governo. Il dibattito ha evidenziato che si valuta sia assai grave che a distanza di oltre un mese dalle straordinarie manifestazioni di lotta tenutesi in tutto il Paese, il governo non abbia ritenuto ancora opportuno convocare le parti per la ripresa del dialogo e in questo modo dare soluzioni ai numerosi problemi ancora aperti. Si considera con preoccupazione questo lungo silenzio istituzionale, accompagnato invece da una eccessiva loquacità sugli organi di stampa da parte dei ministri competenti, atteggiamento di scarso rispetto delle controparti, che non aiuta la ripresa del confronto e che fa emergere una strumentalità di alcuni dei problemi posti al centro del confronto, finalizzati ad un attacco al ruolo del sindacato nel nostro paese. Per questi motivi, anche alla luce degli impegni presi con i propri associati e nei propri organismi, si ribadisce la indisponibilità ad ogni modifica dell’art.18. Inoltre si ribadisce la necessità che siano modificate le norme relative all’arbitrato ed alla decontribuzione per i nuovi assunti e la delega sulla riforma fiscale, su cui si sono aperti dei tavoli tecnici al ministero dell’economia. Diviene inderogabile la riforma degli ammortizzatori sociali, per la quale devono essere definite le risorse economiche necessarie, già in sede di DPEF, questo anche per permettere un allargamento delle tutele ai lavoratori dei settori oggi esclusi. In questo contesto inoltre si dovranno trovare soluzioni e normative che siano in grado di collocare i nuovi lavori in un ambito di certezze e diritti. Tale necessità in particolare per dare tutele a quella ampia platea di nuove figure mediante le quali oggi molti giovani si approcciano al lavoro nella più totale precarietà. Passata la pausa elettorale, il dibattito ha ribadito la volontà che il confronto venga sollecitamente ripreso, sulla base della proposta, articolata in 12 punti, che la Cisl ha elaborato e su cui va costruita una convergenza con Cgil e Uil per poter poi procedere unitariamente alla trattativa. In mancanza della riapertura del tavolo è fondamentale individuare ulteriori percorsi di mobilitazione in tempi brevi. Il venir meno della concertazione comporta infatti anche una negazione della politica dei redditi e fa emergere conseguentemente un problema salariale per i lavoratori. A livello locale andranno pertanto valutate iniziative anche a carattere aziendale che superino l’attuale "impasse" e facciano emergere quelle contraddizioni presenti nel fronte imprenditoriale, stretto tra un pragmatismo sui problemi aziendali ed un allineamento ideologico e di facciata sulle posizione di D’Amato sui problemi generali. |
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