Preoccupato per il lavoro, si mette a rapinare prostitute

Insospettabile 40enne perde il posto e decide di recuperare denaro con rapine in casa a lucciole. 11 colpi e poi l'arresto

Lavoratore flessibile quarantenne perde il posto di lavoro e si mette a rapinare prostitute per uscire da una difficile situazione economica. Lui, varesino, una famiglia e un impiego a contratto nella grande distribuzione, è quello che si definisce un insospettabile. Mai un precedente o una contestazione che potesse far immaginare il suo comportamento. Dietro questa maschera, però, nascondeva una doppia vita: tra la fine di marzo e la metà di aprile ha compiuto 11 rapine ad altrettante prostitute, andandole a cercare in casa dopo averle raggiunte telefonicamente tramite annunci su quotidiani locali. L’uomo, arrestato dai carabinieri di Gallarate è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per rapina aggravata emessa dal gip e richiesta dal pm Giuseppe Battarino; gli è stata anche contestata una violenza carnale ai danni di una prostituta. 
Nell’ordinanza erano segnalate cinque rapine. Durante l’interrogatorio avvenuto nel carcere di Busto Arsizio sono emersi elementi tali da far attribuire all’uomo almeno 11 rapine, tra Gallarate, Busto Arsizio, Saronno e Dormelletto Ticino. Tutte effettuate contattando telefonicamente i numeri di incontri a pagamento che compaiono, alla luce del giorno, su tutti i quotidiani locali. 
La dinamiche delle rapine seguiva sempre lo steso copione: il quarantenne entrava in casa, minacciava le donne con una pistola e un coltello e riusciva a portare a casa somme che mediamente si aggiravano tra i 400 e i 700 euro. L’indagine è iniziata raccogliendo una confidenza che è diventata rapidamente notizia di reato. Gli inquirenti hanno poi seguito le tracce lasciate dal rapinatore, contattando le prostitute una ad una. Da qui sono riusciti a risalire al numero di cellulare dell’uomo, utilizzato per le chiamate alle donne. Gli inquirenti hanno escluso che potesse trattarsi di un tentativo di diventare protettore delle prostitute, un’ipotesi che inizialmente si era affacciata come possibile spiegazione degli atti di violenza. Nonostante l’indagine si sia orientata sull’ipotesi di un lupo solitario datosi alle rapine probabilmente per disperazione, alcuni elementi rimangono ancora da chiarire. Rimane certo emblematico, così come evidenziato anche da altri fatti di cronaca, il quadro di un territorio segnato da numerosi appartamenti diventati vere e proprie case di tolleranza e la grande evidenza che a questa attività sommersa viene data negli annunci a pagamento.


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Pubblicato il 08 Maggio 2002
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