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Cocaina purissima imbustata e spedita via corriere insieme a letterine di bambini, cartoline e "ricordi" dal paese natio. Un pacco intercettato a Miami, negli USA, e uno individuato a Malpensa. E così Guardia di Finanza e Polizia, ognuno per conto proprio, si sono ritrovati alla scrivania del sostituto procuratore di Busto Arsizio Loredana Giglio con la richiesta di "consegna controllata". Medesimi indirizzi, plichi uguali, per il magistrato non è stato difficile comprendere che finanzieri e agenti stessero indagando sul medesimo traffico internazionale di droga. Unite le forze, gli inquirenti, la dottoressa Manuela Ori della questura e il capitano Fabrizio Pisanelli della Guardia di Finanza, hanno impiegato solo qualche giorno per far luce sull’intricata vicenda. Destinatari erano due rispettabilissimi commercialisti di Milano. Ma c’era un piccolo particolare: i due professionisti erano completamente all’oscuro di tutto. E così è stato chiarito che i plichi provenienti dall’Ecuador erano diretti a un uomo, impiegato all’interno dello stesso studio per piccoli lavoretti che gli permettevano di sbarcare il lunario. L’uomo, sulla cui identità gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, era, in realtà, un colombiano e fungeva da intermediario del traffico gestito da due fratelli di Acerra, nel napoletano. Mente dell’organizzazione è un uomo, detenuto nel carcere di Quito dal ’97 che dava istruzioni con il cellulare. Base in Italia la sorella, già conosciuta dalle forze dell’ordine, che provvedeva a ricevere e far arrivare la cocaina sul mercato locale. Un’operazione, dicevamo, che nel giro di qualche giorno ha portato all’arresto di 3 persone e al sequestro di un chilogrammo di cocaina purissima per un valore commerciale superiore ai 400.000 euro. Essenziale la collaborazione delle forze dell’ordine napoletane che hanno permesso ai colleghi varesini di agire senza essere notati dalla malavita locale. Le indagini, comunque, sono ancora in corso per chiarire da quanto tempo fosse attivo questo traffico.
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