Annullate multe sui codici rifiuti a 400 aziende varesine

La decisione è stata presa dalla Giunta Provinciale

Le multe pagate dalle aziende del Varesotto per l’errata o mancata indicazione dei codici rifiuti secondo la normativa europea, saranno restituite e le sanzioni inflitte, annullate. Lo ha deciso la Giunta Provinciale nella riunione di questo pomeriggio dopo che il Ministero dell’Ambiente, a tre anni di distanza dalla prima richiesta di chiarimenti della Provincia di Varese, ha riconosciuto che nessuna sanzione era dovuta per le aziende che, in mancanza di un regolamento attuativo di una legge nazionale, non avevano a suo tempo ottemperato all’adozione dei codici stessi. Complessivamente sono oltre 400 le imprese interessate, una metà delle quali ha già pagato la multa comminata per un valore che oggi supera di poco i 50 mila euro.

Per comprendere la vicenda in tutta la sua complessità bisogna compiere un passo indietro nel tempo. Nel 1997 una legge nazionale imponeva da un lato di uniformarsi alla normativa europea per la classificazione – attraverso appositi codici – di ogni tipo di rifiuto, dall’altro prevedeva l’istituzione di un apposito "catasto" il cui regolamento attuativo però fu approvato con larghissimo ritardo. In attesa del regolamento le imprese furono però costrette ad adempiere ad alcune scadenze. E qui incominciarono i dubbi: quali codici adottare?
Quelli imposti dalla nuova legge – ancora "incompleta" per via della mancanza del regolamento attuativo – oppure ci si doveva riferire alla vecchia normativa? Più di quattrocento aziende finirono così per ricevere sanzioni per l’uso errato dei codici-rifiuti: alcune società pagarono le multe ricevute, altre chiesero chiarimenti o opposero ricorso. Di fronte ad una situazione poco chiara, la Provincia nel 1999 in due distinte occasioni votò all’unanimità un ordine del giorno che chiedeva la sospensione di ogni procedura sanzionatoria in attesa di un chiarimento da parte del Ministero dell’Ambiente, parere che Villa Recalcati richiese tre anni fa.

"Quando mi sono insediato all’Assessorato all’Ambiente – spiega l’ex magistrato Francesco Pintus, oggi titolare del dicastero provinciale dell’ecologia – eravamo ancora in attesa di quel responso da parte del Ministero". C’è voluta una buona dose di pazienza e una lunga serie di telefonate che lo stesso Pintus ha effettuato al Ministero dell’Ambiente, per venire a capo della questione. E, pochi giorni fa, finalmente, proprio il Ministero ha sciolto i dubbi e reso possibile un atto che,
invero, è da ritenere eccezionale nella pubblica P.A. Poiché il regolamento attuativo del catasto rifiuti è giunto fuori tempo massimo, le sanzioni nel frattempo comminate sono annullate. E chi ha pagato per le sanzioni ricevute, deve tornare in possesso dei propri soldi. Oggi la decisione immediata della Giunta Reguzzoni con la quale la Provincia dà effetto immediato a quel parere. 

"E’ con grande soddisfazione – dichiara il Presidente Reguzzoni – che con questo atto, oggi, la Provincia di Varese può finalmente rendere giustizia a tutti quei contribuenti che, per una lacuna legislativa, si sono visti sanzionare multe ingiuste ed onerose. Seppur con notevole ritardo, non imputabile a questo Ente, daremo immediata attuazione a questa delibera restituendo le somme incassate e non dovute".

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Pubblicato il 23 Luglio 2002
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