Enea Maka: «Gli extracomunitari non sono tutti emarginati»

Il ragazzo 19enne vive nel saronnese da più di dieci anni e fa parte della cosiddetta “seconda generazione”, figlia degli emigrati del grande esodo del ‘91

«Non siamo tutti degli emarginati, molti di noi sono anche ben integrati nella società saronnese». Parole di Enea Maka, 19enne di origine albanese che vive in Italia ormai da dieci anni. Enea ha appreso dai giornali delle numerose petizioni e del clima che sta avvolgendo la città nei confronti dei clandestini ed degli extracomunitari. «Vivo a Saronno da 2 o 3 anni e non ho mai avuto problemi, né io, né la mia famiglia». Il ragazzo ha vissuto a Uboldo dal ’91 per poi trasferirsi a Saronno con i genitori e il fratello minore Ioan. L’intera famiglia è approdata in Italia durante i grandi esodi di Brindisi del ’91; da allora, dopo aver vissuto qualche mese nei campi di accoglienza, hanno trovato subito ospitalità a Uboldo. In quel periodo ogni comune d’Italia si prendeva carico di una famiglia di immigrati. Il padre Shaban, 47anni di origine bosniaca, lavora alla fonderia "Sicad Eurcel" da dieci anni come operaio; recentemente è stato promosso capo macchina e l’anno scorso gli è stata consegnata la medaglia d’oro come dipendente modello. La madre Viollca, albanese al 100 per cento, in patria lavorava come ortopedica, mentre oggi lavora in una gelateria di Saronno dove anche Enea va a dare una mano ogni tanto. Proprio sabato mattina Enea ha finito gli esami di maturità e dovrebbe diplomarsi con una valutazione non minore ai 90 centesimi. «Poi ho intenzione di andare a studiare ingegneria: so che è dura e sarà lunga ma ce la posso fare. Anche andare a studiare all’estero non mi dispiacerebbe».

Enea fa parte di quella che viene definita seconda generazione, ovvero i figli del primo grande esodo di extracomunitari dell’inizio degli anni ’90. «Fin da piccolo non ho mai avuto problemi; qualche litigio alle scuole medie con qualche testa calda, ma si trattava di situazioni date più dall’età che da forme di razzismo». Su come veda l’attuale situazione saronnese nei confronti di extracomunitari, Enea ha le idee chiare. «Non si tratta soltanto del fatto di essere straniero, ma di ogni singola persona e della propria volontà di integrarsi. Ci sono in giro tanti drogati, tanti che sgommano con le macchine e provocano incidenti, e molti sono italiani. Però fa più notizia che sia un extracomunitario a fare queste cose. Cosa direi a questi ragazzi extracomunitari che fanno parlare di sé sui giornali? Direi la stessa cosa che direi a tutti gli altri, anche ad alcuni italiani: il rispetto è una cosa che vale per tutti. C’è sempre l’ignorante che punta il dito sul punto debole: a una persona che cammina male gli urla “zoppo”, a un altro “stupido”, a noi “extracomunitario”». Enea poi racconta che sono in tanti in città come lui: solo della sua famiglia, di Maka (in originale Makic, ma il padre fu obbligato a cambiarlo in Albania perché malvisto dal regime) ce ne sono una cinquantina nella zona, tutti regolari e senza problemi. «Il rispetto e un po’ di umanità sono fondamentali, anche con quelli che puntano il dito».

Tutti gli eventi

di agosto  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 04 Luglio 2002
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.