La provincia di Busto, il centrosinistra rilancia
Le forze dell'opposizione alla giunta comunale: «Aprite urgentemente la procedura»
| Per la provincia c’è sempre tempo. E anche se la storia di quella di Busto Arsizio è ormai lunghissima il centrosinistra non si perde d’animo e rilancia l’idea. Monza, Fermo e Andria-Barletta-Trani fanno un pò invidia. Di qualche settimana infatti la notizia che loro, provincia lo stanno diventando, mentre Busto Arsizio per le forze dell’opposizione è rimasta a guardare e la procedura necessaria per raggiungere il sospirato traguardo non è mai stata realmente aperta. Arrivata due anni fa a raggruppare intorno al progetto tredici province (ne servono quindici per intraprendere l’iter) la macchina si è fermata. Nessun segnale di vita neppure dalla commissione ad hoc presieduta dall’ex sindaco Gianfranco Tosi. «Da due anni non si è fatto più nulla, se non proclami elettorali» dice Alessandro Berteotti capogruppo della Margherita che ha firmato insieme ai capigruppo del centrosinistra una proposta di risoluzione diretta alla giunta comunale che invita «ad attivare urgentemente la procedura per la costituzione della Provincia di Busto Arsizio e a rendere una dettagliata relazione sull’avanzamento dei lavori con periodicità al Consiglio Comunale». Un invito al sindaco Luigi Rosa che porta anche la firma di Alberto Grandi, capogruppo dei Progressisti, di Antonio Corrado di Rifondazione Comunista e di Angelo Verga, vicepresidente del consiglio comunale. «Di tempo e spazio ne abbiamo già persi tanti – continua Berteotti – ma non si tratta di un iter chiuso, il problema è rappresentato dalle condizioni politiche». «Questa amministrazione ha un’occasione unica e forse irripetibile, potendo avere come interlocutori Provincia, Regione Lombardia e Stato, tutti con la stessa matrice politica, se nemmeno ora si sfrutta questa possibilità significa che non c’è la volontà politica». E secondo il capogruppo della Margherita a frenare sono sempre i campanilismi fra i comuni più grandi. Ma quale l’idea del centrosinistra per superare questi ostacoli? Una realtà con un capoluogo decentralizzato fra Busto, Gallarate e Saronno. Ipotesi quest’ultima valida se non si riuscisse a recuperare Legnano. Quanto alla composizione non dispiace neppure la macchia di leopardo. Contiguità dei comuni a parte, questo territorio potrebbe puntare sulle risorse del territorio come la mobilità. Se la riconversione industriale può essere presa come minimo comune denominatore, la nuova provincia può puntare sulla logistica ed essere un punto nevralgico fra Italia Svizzera, Germania e Austria. Possibilità queste da studiare. Ora per il centrosinistra urge l’apertura della pratica. L’invito è stato rinnovato e la parola passa alla giunta comunale. |
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