Sdi: «Giusto scioperare contro i tagli della scuola»

Disattese, secondo ilo segretario Filippo Proto, tutte le promesse elettorali e i proclami del Ministro della Pubblica istruzione Moratti

Riceviamo e pubblichiamo

I Socialisti Democratici Italiani della federazione di Varese sono solidali con i sindacati scuola confederali e condividono la loro scelta di scioperare per protestare contro i tagli all’organico della scuola pubblica, contro la volontà di ridurre le attività e le iniziative delle scuole rivolte alle famiglie e al territorio e in difesa di una scuola pubblica di qualità. Il nuovo anno scolastico è iniziato male sia per gli studenti che per gli insegnanti. Sono state disattese, infatti, tutte le promesse elettorali e i proclami del Ministro della Pubblica istruzione Moratti. La scuola sembrava essere la grande scommessa del governo Berlusconi: stipendi europei agli insegnanti; inglese, internet e impresa ( le famose tre i); stop alla riforma Berlinguer e approvazione di una nuova riforma. Oggi, a fronte di dodicimila alunni in più, sono stati tagliati 1185 posti, aumentando il numero di alunni per classe, riducendo tempo pieno e prolungato, diminuendo i posti per il sostegno agli alunni handicappati e rinviando "sine die" il concorso per dirigenti. Inoltre non è stata autorizzata la prosecuzione dei progetti e delle attività rivolte all’integrazione degli alunni stranieri e a ridurre la dispersione scolastica, favorendo in questo modo le scuole private. I fatti sono inconfutabili!! Gli impegni presi dal Ministro sono stati tutti disattesi e non è stata realizzata nemmeno una delle promesse!! I famosi miliardi delle vecchie lire, dai 14000 miliardi ai 19000 miliardi da utilizzare nel quinquennio a partire dal 2003, sono rimasti parole vuote, confinate tra le promesse e gli ordini del giorno in Parlamento. Si è bloccata frettolosamente la riforma Berlinguer, che poteva essere corretta senza la presunzione di voler cambiare di nuovo tutto e ricominciare daccapo, mentre la riforma Moratti viene stoppata dal ministro Tremonti perché non c’è un soldo e non si sa se, quando e come verrà approvata. In alternativa si avvia una mini sperimentazione, messa in piedi in tutta fretta e senza convinzione nel mese di agosto, su duecento scuole italiane per non far perdere la faccia al Ministro. Una riforma del sistema scolastico si giustifica, per i Socialisti, se serve a ridurre odiose disuguaglianze e nuove discriminazioni sul terreno delicato del sapere e della formazione, se serve ad elevare il livello culturale dei nostri studenti, se riesce a formare e far maturare i nostri figli. La riforma del Ministro della Pubblica Istruzione, invece, segna un passo indietro e riapre lo scontro su questioni di grande rilevanza sociale come l’espletamento dell’obbligo scolastico, del doppio canale e dell’avviamento anticipato. Si esalta un modello di scuola postindustriale, quella delle tre "i", e contemporaneamente si prevede il ritorno all’arcaico modello di maestro unico. Nel frattempo la scuola piange, continua a rimanere in crisi e a chiedere una riforma per potersi migliorare, per essere al passo con i tempi, per competere con le altre scuole dell’Unione Europea.

IL SEGRETARIO DI FEDERAZIONE

Proto Filippo

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Pubblicato il 14 Ottobre 2002
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