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In genere non è fuori corso, ha fatto esperienze di lavoro o studio all’estero e non ci impiega più di un mese a trovare il lavoro per il quale ha studiato. È il laureato tipo dell’Università Cattaneo di Castellanza, disegnato dal rettore Gianfranco Rebora e dal presidente Paolo Lamberti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. «Il nostro laureato è un giovane che manifesta anche una forte propensione a cambiare lavoro e azienda, nella ricerca di una collocazione più appagante, che ottiene successo, maturando non di rado anche la propensione ad inserirsi in una attività imprenditoriale o di professionista autonomo». Insomma il classico pragmatico, che trova subito lavoro, ma che non ama occupare lo stesso posto per sempre. Ma non solo. Chi esce dalla Liuc ha spesso partecipato ad esperienze di lavoro o studio all’estero. L’Università Cattaneo secondo i sondaggi de "Il sole 24 Ore" e de "La Repubblica" è in Italia quella con la più alta percentuale di studenti che possono vantare almeno un semestre di studio all’estero. «Offriamo agli studenti la possibilità di compiere l’ultimo anno di studi interamente in inglese» aggiunge Paolo Lamberti. E sono oltre mille gli studenti che finora hanno partecipato a programmi di scambi internazionali (564 della Liuc e 488 europei).
Il laureato tipo è quello che emerge da una ricerca curata dalla professoressa Daniela Feliziani. L’indagine ha riguardato tutti i laureati e i diplomati fino all’aprile del 1999, per un totale di 857 soggetti e la percentuale di risposta è stata del 41%. I dati dicono che esiste una buona fluidità nel percorso di studio (38% di laureati in corso e 34% con un anno solo di fuori corso), che il 53% affronta master e corsi post laurea, che il 30% trova subito lavoro e il 65% entro un mese dalla fine degli studi. Quanto alle forme di assunzione, il 37% è impiegato mediante contratto di formazione lavoro e il 25% gode di un rapporto a tempo indeterminato. La maggior parte trova lavoro in aziende con più di 250 dipendenti e c’è una piena corrispondenza tra la mansione di primo impiego e il percorso formativo compiuto. Il laureato Liuc inoltre non ama il posto fisso e manifesta una forte propensione alla mobilità. Basti pensare che il 67% ha cambiato lavoro almeno una volta. Buona crescita e altrettanta soddisfazione per il cammino formativo intrapreso è infine il giudizio sull’Università che hanno scelto che li accomuna.
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