Parco Ticino, lo Sdi protesta per l’esclusione dalle aree protette
I socialisti sono preoccupati per il futuro della zona naturale
| Riceviamo e pubblichiamo
I Socialisti Democratici Italiani della Federazione di Varese ritengono gravissima l’esclusione dall’elenco ufficiale delle aree naturali protette ai sensi della legge n°394 del 06/12/1991 del Parco Naturale della Valle del Ticino, il più vasto, il più conosciuto e operativo parco fluviale italiano ed europeo. Nel leggere la Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12/09/2002 che vedeva escluso il nostro parco naturale i Socialisti sono rimasti talmente increduli da leggerla più volte, come non credessero a quello che leggevano. Questa esclusione rende ufficiale e profonda la crisi in cui sono caduti i parchi regionali della Lombardia, nati negli anni ’70 e ’80 con i vituperati governi di Centro – sinistra. L’esclusione dall’elenco ufficiale ha un solo responsabile e un solo colpevole: La Giunta Regionale della Lombardia. I Socialisti sono convinti che tale esclusione danneggi gravemente l’attività del nostro parco, il primo esempio in Italia di “sviluppo sostenibile”. Ritengono minacciata la tutela naturalistica del nostro territorio e del Parco Naturale della Valle del Ticino, oggetto di studi da parte di Università e Istituzioni nazionali e straniere. I Socialisti sono preoccupati e si chiedono:” Come la Giunta regionale lombarda, guidata da Formigoni, potrà salvaguardare la flora, l’ambiente, la fauna e il territorio del Parco Naturale della Valle del Ticino, frutto di un lavoro incessante fatto negli ultimi trent’anni, senza l’assegnazione dei contributi da parte del Governo Nazionale? Che fine farà il nostro parco? I Socialisti invitano tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza della Regione Lombardia e della Provincia di Varese ad adoperarsi con urgenza per istituire i parchi naturali regionali e farli inserire nell’elenco ufficiale nazionale. La salvaguardia del territorio, dell’ambiente, della fauna e della flora non è prerogativa solo delle associazioni ambientaliste e animaliste, ma è dovere di ogni cittadino. IL SEGRETARIO DI FEDERAZIONE Filippo Proto |
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