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Riunione infuocata al collegio De Filippi di Varese. Oltre 150 geometri hanno partecipato ad un’assemblea indetta per affrontare i problemi connessi ai disservizi dell’Agenzia del Territorio di Varese, in altre parole, del catasto. Da mesi, ormai, si segnalano le gravissimi carenze. Anche il senatore Perruzzotti aveva avanzato un’interpellanza per far luce sulla questione. Ma nulla è cambiato. I geometri si sono arrangiati alla bene e meglio, costringendosi ad alzatacce inaudite ed attese estenuanti per poter rientrare nello sparuto gruppo di fortunati utenti. Poi sono comparse le liste che riportano l’ordine di arrivo senza obbligo di presenza: un espediente che ha avuto l’unico risultato di arroventare un clima già incandescente mettendo i liberi professionisti gli uni contro gli altri. Lettere, solleciti, denunce di disservizi recapitati ai vertici provinciali e nazionali dell’ente non hanno sortito effetto. La risposta sempre la stessa: mancanza di personale. Tanto è vero che quando un impiegato è a casa per malattia lo sportello a cui è assegnato non apre del tutto. I geometri non vogliono attendere oltre. Si avvicina la fine dell’anno e una mole di lavoro è enorme. Una soluzione va trovata. Tentate tutte le vie della mediazione, ora si invoca la "guerra". Una guerra a suon di carte bollate, che investa direttamente la Procura della Repubblica. Una denuncia per omissione di atti d’ufficio o, alla peggio, un esposto. La via è indicata: si devono solo stabilire le modalità, il ruolo del Collegio provinciale, le prove da portare ai giudice. La categoria si sente offesa, costretta a pratiche barbare, svilita nella sua dignità. E chiede giustizia. Eppure, ricorda il presidente della commissione catasto dell’Ordine Walter Mentasti, già negli anni ’60 i disservizi erano all’ordine del giorno ed esistono le testimonianze riportate fedelmente dall’allora rubrica che appariva sul quotidiano La Prealpina "La pagina del geometra". Dopo tanti anni di sacrifici, però, i geometri non sono più disposti a pazientare.
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