«Lavoro nero, intervenga il prefetto»
Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello anche agli imprenditori della provincia
Anche la prefettura di Varese dovrebbe rilasciare permessi di lavoro agli immigrati che, dopo aver avanzato la domanda di regolarizzazione, hanno perso il lavoro. È quello che chiederanno nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil al Prefetto di Varese. La richiesta è emersa durante un incontro svoltosi questa mattina, sabato 8 febbraio, di fronte all’ufficio immigrati della Questura. Incontro in cui sono stati presentati i dati riguardo le 8 mila e 500 domande di regolarizzazione presentato nella nostra provincia.
«Il dato allarmante – spiega Flavio Nossa della Cgil provinciale – riguarda il fatto che al 15 gennaio la prefettura di Varese aveva rilasciato soltanto 137 permessi di soggiorno di un anno, 3 per sei mesi». Secondo i sindacati di questo passo le pratiche potrebbero andare avanti anche fino al 2004. «Stando alla legge Bossi Fini – prosegue il sindacalista – coloro che hanno fatto richiesta di regolarizzazione, nel caso perdano il lavoro non possono essere assunti da nessun’altra parte. E una persona in queste condizioni cosa può fare? O la carità oppure si dà al lavoro nero». In questi giorni le prefetture di Bergamo, Firenze, Trento e Napoli hanno deciso autonomamente di rilasciare i permessi anche a coloro che sono stati licenziati o si sono licenziati. «Chiederemo alla prefettura di Varese di fare lo stesso – spiega deciso Nossa – Abbiamo una bomba che si chiama 8 mila e 500 immigrati, che se venissero licenziati non possono essere assunti da nessuna parte».
«Anche le associazioni imprenditoriali come Univa e Artigiani dovrebbero uscire allo scoperto e aderire a questa richiesta – prosegue Marco Molteni della Uil – Da tempo queste associazioni denunciano una carenza di manodopera e l’aumento del lavoro nero. È giunto il momento che si facciano sentire». Durante l’incontro è anche stato denunciato il fatto che molti immigrati subiscono minacce da parte del datore di lavoro che ordina loro di lavorare gratis o pagare una certa somma, pena la non presenza del principale all’atto della regolarizzazione. Situazione che, secondo la legge Bossi Fini, non permetterebbe il rilascio del permesso di soggiorno.
Il 24 e il 25 febbraio si svolgerà a Roma una manifestazione nazionale in cui i sindacati chiederanno al Ministro proprio di risolvere il problema del permesso agli immigrati in attesa di regolarizzazione che hanno perso il posto di lavoro.
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