«Un dovere chiamare la pace in questi giorni»
Varese - La madre di Carlo Giuliani e don Andrea Gallo incontrano la città al circolo di Belforte
Hanno le valige pronte per la grande manifestazione in favore della pace che si terrà a Roma sabato prossimo Haidi Giuliani e don Andrea Gallo, intervenuti questa sera al circolo di Belforte invitati dal Varese Social Forum. Certo Genova e le giornate del G8 hanno rappresentato il grosso della serata, anche alla luce del libro scritto da Haidi e Giuliano Giuliani “Un anno senza Carlo”, in collaborazione con la giornalista Antonella Marrone, che è stato presentato nel corso dell’incontro. Ma il tema della pace, d’obbligo in questi giorni, ha fatto da sfondo agli interventi dei due testimoni della Genova Sociale.
«Chi non chiama la pace in questi giorni è pazzo», ha esordito Don Gallo col suo inseparabile sigaro e scaldato dall’arcobaleno per la pace a mo’ di sciarpa; «Siamo pronti a manifestare per le strade di Roma, dove speriamo che arrivino quante più persone possibile», ha esortato l’anziano parroco di strada, fondatore a Genova della Comunità San Benedetto al Porto, un centro di recupero dove viene dato un tetto e un futuro a molti bisognosi ed emarginati, e dove trovano protezione e riparo molte giovani donne spesso vittime del raket della prostituzione.
La serata, “Per non dimenticare Genova”, è stata l’occasione per Haidi Giuliani di ribadire il senso del libro «che non vuole raccontare certamente il dolore per la perdita di un figlio, che è e rimane un fatto privato, a differenza del Carlo Giuliani steso in piazza Alimonda, che rappresenta invece un aspetto della vita di un Paese. Un fatto da non dimenticare non solo per l’Italia, dove in quei giorni c’è stata una sospensione dei diritti per tanti ragazzi e ragazze, ma anche per il mondo intero, che è pieno di Carlo Giuliani che muoiono sulle strade tutti i giorni. Per questo motivo chiediamo fortemente una commissione d’indagine che faccia chiarezza su quanto accaduto a Genova nell’estate 2001».
Sui fatti del G8 è tornato anche Don Gallo, non senza attimi di commozione proprio nel ricordare Carlo, «uno che ha saputo resistere e dimostrare con la sua morte che esiste un diritto di stare in piazza a manifestare per i propri ideali»
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