Che fine farà la Fiera di Varese?
Varese – Nuovi alleati al fianco dell'amministrazione comunale nella realizzazione della campionaria della Schiranna. Sciolto il legame con Camera di Commercio
Dopo anni di proficua collaborazione con la Camera di Commercio, l’amministrazione comunale trova nuovi alleati per la realizzazione della ventiseiesima Fiera Città di Varese. La notizia è trapelata nel corso della conferenza stampa dell’Ulivo. Il capogruppo Alessandro Alfieri ha commentato che questo “divorzio” è la conferma di un crescente scontento da parte delle associazioni di categoria verso l’operato della giunta Fumagalli.
Ma cosa c’è di vero in tutto questo? Dalla Camera di Commercio arriva un no comment, mentre da Palazzo Estense si spiega la vicenda con la massima tranquillità: «È stata una decisione presa di comune accordo. L’amministrazione si è rivolta a un terzo soggetto che si incaricherà di organizzare l’importante appuntamento di fine estate».
Da indiscrezioni, sembra che il nuovo partner provenga da Bergamo e faccia parte della Compagnia delle Opere.
Ciò, fa sorgere alcune considerazioni: dato che negli ultimi tre anni la Fiera si era caratterizzata con un argomento forte, leit motiv delle due settimane di campionaria (nel 2000 furono le invenzioni, seguirono poi l’arrivo dell’euro, e i rapporti bilaterali Italia-Svizzera), ci si chiede se la tradizione dai risvolti soprattutto culturali verrà mantenuta. Una sfida di non poco conto visto lo sforzo organizzativo di non sempre sicura resa economica. L’edizione dello scorso anno, poi, era stata improntata sulla prevalente presenza del territorio considerato nelle sue molteplici vesti: istituzioni, tradizioni e risorse. Anche in questo caso, lo sforzo organizzativo era stato superiore al ritorno in termini economici. Con queste premesse sorge naturale l’auspicio che il partner del Comune, anche se non legato al territorio, voglia e sappia valorizzare le peculiarità della nostra provincia per far scoprire ai visitatori nuove ed interessanti aspetti della cultura locale.
Di una cosa siamo certi. Lo scorso anno, gli standisti venivano contattati sin dalla primavera. A quanto ci risulta, oggi siamo alle prime contrattazioni. Il ritardo appare evidente. Si può sempre rimediare in corsa.
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