Il Governo punta su Aermacchi e sulla difesa militare

Aermacchi presenta il suo gioiello, l'M 346. Sarà l'addestratore militare dell'Europa e non solo. A battezzarlo c'erano anche i ministri Marzano, Bossi e Maroni e fuori dai cancelli i pacifisti

Una tappa fondamentale nella strategia della difesa, ma anche di quella economica, il Governo si impegnerà a garantirne il successo. È il messaggio che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha consegnato alla cerimonia di presentazione dell’M 346, l’addestratore di volo, ultimo gioiello nato in casa Aermacchi. È stato presentato nella mattina di sabato 7 e alla fine il primo ministro non c’era. C’erano però il ministro delle attività produttive Antonio Marzano, il ministro del welfare Roberto e Maroni e quello delle riforme Umberto Bossi. La scenografia, alla quale hanno anche contribuito le Frecce tricolori era delle grandi occasioni. E il protagonista ha fatto il suo effetto. È il velivolo di addestramento militare dell’ultima generazione, che da più parti è stato indicato come il futuro addestratore europeo, ma con prospettive di mercato che si spingono fino in India.

Aermacchi, che quest’anno compie novant’anni, ha una lunga tradizione di addestratori militari. Esporta per questo in tutto il mondo. In Sudafrica e in Brasile sono nate due grandi imprese aeronautiche che del know how Aermacchi hanno fatto tesoro. Ma la pace degli ultimi anni ha fatto temere il peggio. Alcune industrie, come quella di Venegono, dalla pace non hanno molto da guadagnare. Ma ora il vento sembra cambiare. A ricordarlo è stato proprio Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, che ha spiegato come l’M 346 sia stato battezzato in un momento di «grandi prospettive per l’espansione di questo ramo di industria». Parole che da una parte incoraggiano e fanno pensare che i lavoratori di Aermacchi non avranno timori nell’immediato. Dall’altra inquietano perché le prospettive di mercato di un addestratore militare non possono non essere legate al riarmo. Alle buone prospettive future contribuirà anche «il programma europeo per una comune difesa» ha continuato Guarglianini. Preziose si sono rivelate la collaborazione con "Alenia", altra azienda leader nell’aeronautica e non ultimo «i fondi stanziati da Ministero, che ha riconosciuto nel nuovo nato di Aermacchi una particolare importanza per il tasso di innovazione tecnologica e per le prospettive future di mercato».

«Questo è un settore in cui la politica del Governo ha conosciuto importanti svolte, anche in Europa abbiamo deciso di riacquisire il giudizio sovrano, cioè decidiamo in base agli interessi nazionali senza farci condizionare da pregiudizi di altro tipo – ha dichiarato Marzano al suo arrivo – oggi si inaugura un importante risultato che risale ad un accordo del 1996 con i russi, accordo che strada facendo ha incontrato delle difficoltà sulle quali il Governo è intervenuto, anticipando la versione occidentale di questo aereo. La politica aerospaziale e la difesa sono obiettivi che vanno difesi e questo velivolo sarà l’addestratore ufficiale dell’Europa,  è un prodotto che ha un buon mercato nei paesi della Nato,  dove sempre abbiamo l’esclusiva, ma non solo anche in Asia per esempio in India».
È soddisfatto il ministro Maroni che si sofferma anche a commentare l’approvazione della legge Biagi. «Introduciamo grande flessibilità, ma anche molte tutele, la legge Biagi diminuisce la precarietà e questo in futuro si appurerà».  Ma il Ministro sul numero dei posti di lavoro che libererà non apre bocca. Piace anche Bossi questo addestratore fatto in casa e soprattutto made Varese. Un modello tutto occidentale, dalla tecnologia ai motori. «Perché se non stabiliamo dei confini nell’economia, qui si chiude tutto». 

Sarà anche un gioiello della tecnologia, ma i suoi fini sono pur sempre militari. Per questo l’addestratore M 346, presentato oggi e che sarà ultimato solo fra qualche anno, non piace per nulla ai no global. "Riparte la stagione armate, perché dovremmo fare festa" era infatti lo slogan del volantino che hanno consegnato nei presidi organizzati davanti agli ingressi dell’azienda aeronautica. Un centinaio di persone appartenenti ad un cartello di associazioni, dai Social forum alla rete di Lilliput, dall’Arci alle Donne in nero, si sono date appuntamento in prossimità degli ingressi con cartelli, striscioni e le mai abbandonate bandiere della pace. «Forse sull’Aermacchi Finmeccanica pioveranno fior di miliardi – dicono i no global – l’M 346 dovrebbe costare 15 milioni di dollari e se ne dovrebbero produrre 600 in 25 anni, ma potrebbe anche essere un fallimento dato che niente ci assicura che gli altri paesi europei saranno disposti ad acquistarlo dal nostro governo che si è invece rifiutato di sostenere la produzione di altri aerei militari europei per favorire l’industria Usa». Ma soprattutto il popolo della pace dice no all’aumento della spesa militare. «Siamo così sicuri che ognuno di noi sacrificherebbe volentieri una grande fetta dei propri bisogni e dei propri diritti per vedere in pista aerei carichi di risplendenti armi?». 

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Pubblicato il 07 Giugno 2003
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