Il sole: fonte inesauribile di energia ma ancora poco sfruttato
In un convegno in Provincia si è tornati a parlare di energia alternativa
Sarà necessario essere molto più tecnologici: vivere in case più hightech, ripensare le nostri abitudini di trasporto, avere come necessità urgente il risparmio di consumo. Sono queste le parole d’ordine uscite dal convegno che si è svolto oggi nella sede della Provincia di Varese dal titolo “Il sole…una fonte da sfruttare”; un appuntamento inedito, destinato a riaprire il dibattito sulla urgenza di ripensare le attuali modalità di approvigionamento energetico attraverso la riconsiderazione dell’utilizzo di energie rinnovabili: quelle provenienti dal sole in primo luogo.
L’essere stato promosso da una amministrazione non può che far ben sperare: i dati confermano che l’energia solare come fonte inesauribile, o meglio rinnovabile, e a basso costo, non riesce a fare breccia. In altre parole l’adozione di misure e programmazioni preventive che possano portare in un lasso ragionevole di tempo ad una conversione culturale non sono ancora che vocaboli per pochi, non ancora materia propria di chi questa se ne deve fare carico. A maggior ragione in Italia: dove un regime di monopolio ed un’industria di stato dell’energia elettrica non ha certo mai avuto interesse a veder svalutare le proprie azioni favorendo altre fonti: e dove più che altro dal basso ci si è fatti carico di promuovere un “diritto al sole”. Ebbene, i dati certificano che, rispetto ad esempio a Germania o Austria per citare solo due paesi vicini a noi e dove certo le condizioni metereologiche si direbbero assai meno adeguate, il mercato del solare era fino a qualche anno 10 volte inferiore. Si è parlato di mercato e non a caso: se contano le risoluzioni e le prese di coscienza sulla dell’ambiente in cui viviamo non va trascurato il potenziale indotto economico che può celarsi dietro una rivoluzione energetica.
Il convegno è stato tra l’altro occasione per tirare le prime somme relative ad un bando di finanziamento promulgato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio a favore della realizzazione di impianti solari termici, rivolto ad enti pubblici e ad aziende distributrici di gas. Un bando che ha messo a disposizione 5 milioni e 700 euro. Curioso che emanato alla fine del 2001 a tutt’oggi non sia ancora scaduto. Significa che non sono ancora esauriti i fondi a disposizione, evidente segno che il meccanismo di diffusione di queste tecnologie stentano a decollare. Ad una primi analisi dei dati sin qui raccolti, in Lombardia Brescia è la capofila dell’utilizzo di energie rinnovabili, seguita da Sondrio che pure ha il record per energia prodotta rispetto al numero di abitanti. Fatto cento la produzione di energia rinnovabile nel territorio lombardo, la provincia di Varese ha un discreto 11% che la pone tra le terza e la quarta posizione.
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