In manette rapinatore autostoppista
È accusato di aver compiuto quattro rapine ai danni di automobilisti. Gli uomini della squadra Mobile lo hanno sorpreso a casa con la refurtiva
Gli uomini della squadra mobile della questura di Varese lo hanno sorpreso nel sonno. Nel comodino di fianco al letto, infilati in un calzino, la refurtiva dell’ultima rapina e un taglierino, l’arma che usava per minacciare le sue vittime. È finita così l’avventura di Antonio Amato, 32enne di Varese con precedenti penali, dopo quattro rapine: la prima avvenuta il 26 marzo, a seguire il 13 e il 21 maggio e l’ultima messa a segno nella notte di lunedì.
Il cliché era sempre lo stesso: l’uomo, a tarda ora, avvicinava le sue vittime in prossimità della stazioni ferroviarie di Varese, una volta anche a Gallarate, e chiedeva un passaggio. Arrivati dalle parti di viale Borri mostrava, a volte puntandolo a volte facendo intuire di essere armato, un taglierino e si faceva consegnare dal malcapitato gli oggetti di valore: telefonini, orologi, oro e contante. In un’occasione avrebbe costretto la sua vittima a prelevare dal bancomat, profittando dell’ora tarda e della mancanza di testimoni, mentre in un’altra, sorpreso da un acquazzone, avrebbe “requisito” alla vittima anche un ombrello. Gli uomini della squadra mobile di Varese sono risaliti al rapinatore grazie ai riconoscimenti fotografici delle vittime e ad alcuni particolari. L’Amato, infatti, colpiva sempre a volto scoperto, unico accorgimento un cappellino da baseball. Inoltre, dopo le rapine, si allontanava sempre a piedi, facendosi lasciare in zona Bustecche, dove abita. Solo una volta si è portato via anche la macchina, ritrovata qualche giorno dopo dagli uomini della questura.
Ora l’uomo si trova ai Miogni, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e dovrà rispondere all’accusa di rapina aggravata.
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