La famiglia al centro del welfare che verrà

Presentato il "Manifesto" delle Acli, contributo al dibattito sulla riforma dello Stato sociale

«Noi siamo qui a parlare di stato sociale, di solidarietà e da un’altra parte della provincia, distante pochi chilometri, viene presentato un nuovo aereo da guerra. Un’assurdità imperdonabile.
Bisogna trovare i soldi per migliorare la qualità della vita nel nostro paese, decidere come investirli e avere il coraggio di difendere le scelte fatte. E dove si trovano i soldi? Facendo pagare le tasse, avendo la forza di dire che le tasse vanno pagate».
Il presidente provinciale delle Acli Ruffino Selmi scuote il pubblico che, in un’affollata aula dell’Istituto De Filippi, sta “sfogliando” il Manifesto sul Welfare.
Direttive chiare e idee ancor più chiare su come dovrebbe essere condotta la riforma dello Stato Sociale. Riforma possibile, secondo Selmi, solo se il Governo sarà capace di trovare i soldi per dare vita a progetti costanti nel tempo e non solo per finanziare servizi “compassionevoli e consolatori”.
Il welfare così come è concepito dall’associazione cristiana è equo, formato famiglia, municipale (con un ruolo fondamentale delle comunità e dei Comuni), portatile (su misura per ciascuna persona) e a colori (che garantisca i diritti degli immigrati).
«I principi cardine che a nostro giudizio devono essere seguiti per la formazione di un nuovo welfare pongono al primo posto la persona – ha detto ancora il presidente provinciale delle Acli. C’è poi il tema dell’equità, bisogna pensare a un welfare che rimanga universale nei principi, ma sia selettivo nelle modalità, perché non si può dare tutto a tutti in modo indifferenziato. Ma la centralità spetta alla famiglia, elemento portante del welfare, e alla catena generazionale, che è un elemento di assicurazione rispetto al futuro, di redistribuzione delle risorse».
E di politiche familiari ha parlato proprio il professor Francesco Villa, docente di Politica Sociale all’Università Cattolica di Milano: «La famiglia svolge da sempre un ruolo essenziale nella produzione dei servizi per la cura dei suoi componenti e per la cura della casa. Inoltre continua ad essere un’agenzia insostituibile non solo per quanto riguarda la socializzazione delle nuove generazioni, ma anche per l’aiuto che può offrire ai propri componenti in difficoltà».
Ecco perché la famiglia va aiutata e sostenuta, ha detto in sintesi Villa. Regioni e Comuni stanno muovendo i primi passi, ma la strada da fare è ancora lunga.

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Pubblicato il 07 Giugno 2003
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