«I tempi stringono, dovete sbrigarvi o restiamo senza lavoro»

Manifestazione dei dipendenti della Lazzaroni al municipio di Uboldo. Il sindaco Piazza risponde alla proposta avanzata dalla società proprietaria del terreno

«Dobbiamo mantenere viva l’attenzione sulla crisi della Lazzaroni. Crisi che deve essere risolta il prima del termine della procedura di mobilità». È la voce dei dipendenti della Lazzaroni che nella mattinata di lunedì 21 luglio hanno manifestato al Municipio del Comune di Uboldo, paese sul quale insiste la maggior parte dello stabilimento. I dipendenti sono stati quindi accolti dal sindaco Mario Piazza ed hanno avanzato le loro richieste.

«Abbiamo chiesto al sindaco di attivarsi per ricevere chiarimenti dalla Provincia sullo stato di lavoro degli annunciati tre tavoli di concertazione – spiega Domenico Lumastro, segretario provinciale della Flai-Cgil – Inoltre, vorremmo che l’amministrazione di Uboldo si metta d’accordo al più presto con quella di Saronno per ottenere quanto prima una risposta, avanzata proprio dal comune di Saronno, da parte della proprietà Lazzaroni sull’offerta di un terreno per il nuovo stabilimento».
«Nei prossimi giorni effettueremo una manifestazione anche allo stabilimento del Salumificio Citterio – conclude Lumastro – Ma quello che vogliamo ottenere subito è il ritiro, o la sospensione, della procedura di mobilità, al termine della quale non si potrà più fare nulla per i 74 dipendenti».

A fine mese scade la procedura e ufficialmente non vi è alcuna certezza sul proseguimento dell’attività dello stabilimento saronnese della Lazzaroni. Nelle scorse settimane è stato chiamato in causa anche il ministro Roberto Maroni al quale la proprietà, per voce dell’amministratore delegato Stefano Tombetti, aveva dichiarato di essere disposta a rilanciare l’azienda nel saronnese, ma solo se dovessero cambiare l’atteggiamento delle banche e le condizioni logistiche. La settimana scorsa l’offerta di un terreno da parte del comune di Saronno e l’offerta dei proprietari dell’attuale stabile, la società Aries 2000, che offrono altri spazi all’azienda nell’eventualità il comune di Uboldio approvi la costruzione di un grande centro commerciale nell’area ex-Lazzaroni.

Ed è proprio quest’ultima offerta che lunedì mattina ha spinto il sindaco Piazza a rilasciare una dichiarazione ufficiale: «La posizione dell’amministrazione sulla nuova proposta Aries è che non possiamo entrare in trattativa perché siamo in attesa della di sentenza da parte del Tar. Non dipende da noi l’essere in questa situazione: è Aries che ha presentato diffida al Tar. La nostra posizione si basa sul rispetto della legge ed è tesa a salvaguardare la salute dei cittadini come bene primario».

Il sindaco ha poi concluso il proprio intervento sottolineando, nel comunicato stampa ufficiale rilasciato alla fine dell’incontro, che «la posizione della società Aries tende a ricattare la comunità uboldese: pur avendo la possibilità di non interrompere il contratto di affitto con la Lazzaroni, e di fare scelte che mantengano la caratteristica produttiva dell’area, preferisce dirci che se vogliamo i posti di lavoro di 74 persone, dobbiamo mettere in gioco la salute di tutti e andare al di sopra delle leggi vigenti» 

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Pubblicato il 21 Luglio 2003
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