«Volete il nuovo ospedale a Cassano?». Parte il sondaggio via fax
Varese - Continua la discussione sul destino di Luino e Cittiglio. Il sindaco di Brissago propone: costruitelo da noi
Resta il dubbio: nuovo ospedale a Cassano Valcuvia o potenziamento di Luino e Cittiglio? Non è stata dunque la riunione di martedì sera tra sindaci, consiglieri regionali, presidente del consiglio, assessore provinciale, e vertici dell’azienda ospedaliera Fondazione Macchi a risolvere la questione. Ma la discussione c’è stata. Con una novità: la disponibilità offerta dal comune di Brissago Valtravaglia ad ospitare un eventuale nuovo ospedale. «Il nostro comune – dice il sindaco Maurizio Badiali – ha una situazione viabilistica e di urbanizzazioni sicuramente più adatta. E’ vero che Cassano è a meta strada tra Luino e Cittiglio, ma noi siamo solo a quattro chilometri da Cassano».
Sul piatto 32mila e 300 euro stanziati per realizzare l’opera ex novo, che in ogni caso, è emerso durante la riunione, saranno utilizzati per la sanità dell’Alto Varesotto.
L’iniziativa di coinvolgimento del territorio decisa dalla Regione, va avanti. La prossima mossa è quella dell’invio a tutti i comuni delle quattro comunità montane interessate di un questionario per chiedere un parere sulla vicenda. Basterà un fax per la risposta.
Non vi è stato quindi alcun voto durante la riunione con i sindaci, una procedura non istituzionale che evidentemente non avrebbe avuto valore amministrativo. Attenzione. Nemmeno i questionari inviati dalla Provincia – l’ente a cui spetta l’ultima parola in merito alla costruzione di nuovi ospedali – hanno valore formale. Ma lo hanno dal punto di vista politico e della rappresentanza democratica del territorio. Se la parola d’ordine è “decideremo insieme ai cittadini”, la strada scelta sembra andare in questa direzione.
E’ contento ad esempio il direttore generale dell’azienda ospedaliera Roberto Rotasperti: «E’ stata una buona discussione – commenta – con qualche tensione, come è logico, ma nella sostanza serena».
Molto critici invece una parte dei primi cittadini. Come ad esempio il sindaco di Luino, Gianercole Mentasti: «Sono andato via prima della fine – spiega – perché mi sembra che noi sindaci non abbiamo alcun potere decisionale in questa vicenda». «Le preoccupazioni rimangono – commenta invece Andrea Savini il presidente della comunità montana della Valcuvia – apprezzo però che la Regione abbia chiesto parere al territorio».
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