Lotta al tifo violento, Varese sotto i riflettori
Varese – Il sindaco ospite da Alda D'Eusanio parlerà della richiesta di danni morali dopo gli incidenti di Varese - Como. Ma le opposizioni incalzano: avrebbe dovuto condannare il tifo razzista
Alda D’Eusanio e Aldo Fumagalli. Insieme per parlare di violenza negli stadi e di contromisure. A sorpresa, il Comune ha annunciato che il sindaco di Varese sarà ospite della prima puntata della nuova trasmissione della discussa conduttrice, in onda domani sera alle 20 e 50 su RaiUno. Fumagalli sarà accompagnato dall’assessore allo sport Marco Caccianiga. La trasmissione riproporrà un episodio di guerriglia urbana dopo una partita di calcio.
Nel 1998, il 18 ottobre, dopo il derby tra i biancorossi e il Como, una battaglia coinvolse opposte fazioni dentro e fuori lo stadio, proiettando la città in cronaca nazionale.
Nel successivo processo ad alcuni degli ultras varesini coinvolti, il Comune fece richiesta di risarcimento di danni morali, oltre a quelli materiali. Richiesta che non fu accolta ma che traeva spunto, come ricorda il primo cittadino, dal fatto che la città di Varese veniva fatta apparire come «terra di conquista per tifosi violenti». L’amministrazione cittadina è stata una delle prime in Italia a fare una richiesta del genere e sarà portata come esempio della risposta delle istituzioni alla recrudescenza di tifo violento che da tempo investe gli stadi italiani. Ultimo episodio quello di sabato sera, con la morte di un tifosi sugli spalti ad Avellino.
Varese è però una “piazza” che vanta un rapporto difficile con il tifo organizzato. Spesso, purtroppo, teatro di episodi a sfondo razzista. La presenza del sindaco in televisione viene vista con scetticismo dalle opposizioni di centrosinistra, che rimproverano a Fumagalli, al di là della richiesta danni del 1998, un atteggiamento poco fermo nei confronti della fascia più oltranzista del tifo organizzato. «Gli episodi gravi quest’anno non sono mancati – spiega Emiliano Cacioppo capogruppo dei Ds – l’aggressione a tre giocatori extracomunitari del Varese e a Carlton Myers, ma anche episodi di violenza urbana che hanno visto coinvolto ultras: ci sembra che l’amministrazione comunale abbia sempre minimizzato il problema senza aiutare la città ad emarginare le frange più violente».
Un critica ribadita da Alessandro Alfieri, portavoce dell’Ulivo. «Dopo gli ultimi episodi di violenza chiedemmo all’amministrazione una risposta ferma di condanna verso certi atteggiamenti – dice l’ex candidato sindaco – ma dopo una seduta di commissione sicurezza le nostre richieste sono cadute nel vuoto».
Maggioranza e opposizione hanno invece trovato un accordo, con l’approvazione al’unanimità, a luglio, di un progetto di conferenze e mostre sullo sport e il tifo. Un modo per riavvicinare la gente agli impianti sportivi e alla passione organizzata, al di fuori degli aspetti patologici del fenomeno ultras. Entro il 31 dicembre l’amministrazione dovrà decidere quali fondi destinare al progetto.
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