«Risollevarsi dal coma è possibile»

Ridare identità a chi l'ha persa dopo un lungo sonno. La cooperativa "Progetto98" si occupa di riabilitazione sociale dei post-traumatici

Non funziona come nei film: un brutto incidente in moto, il coma e poi il risveglio. Dopo il ritorno alla vita c’è un lungo cammino per riappropriarsi della propria identità. Questo i film non lo raccontano mai. C’è la riabilitazione sanitaria, che porta i post comatosi a riacquisire le funzionalità primarie. Ritornare a stirare una camicia, prendere un bus, lavorare, inserirsi nella realtà 
sociale, resta un lavoro lungo e faticoso che ancora oggi nel campo dell’offerta di servizi sociali resta scoperto. 
A Busto Arsizio, in via Pozzi, da poche settimane c’è "Progetto98", una cooperativa sociale, nata nel 1998 a Gallarate che si occupa proprio di formazione all’autonomia e riabilitazione sociale. 
"Risollevarsi da un trauma è possibile". Con questo slogan un gruppo di operatori sociali con un’esperienza decennale nelle disabilità ha dato vita a questo progetto ambizioso, proprio perché privo di modelli. Norma Mazzetto ne è la coordinatrice. Ci spiega che l’equipe di educatori segue persone che hanno subito gravi danni cerebrali dopo un trauma cranico per incidente o una malattia vascolare. «Lavorare nel campo delle disabilità ha portato alcuni di noi a fare delle considerazioni, ci eravamo accorti allora che per le persone passate dal coma e che hanno subito forti traumi, dopo la riabilitazione in ospedale non c’è proprio nulla». «In alcuni casi i pazienti ritornano a casa oppure finiscono nei centri socio educatuivi – spiega – ma in questo contesto sorge un problema di identificazione forte, perché un ragazzo passato dal coma, non è disabile congenito e soprattutto ricorda la sua vita precedente». E così al trauma si aggiunge un altro dolore.
«Di casi come questi purtroppo ce ne sono tantissimi, noi lavoriamo a stretto contatto con l’unità riabilitativa di Somma Lombardo. È da lì che escono tanti ragazzi che sono stati in coma dopo un grave incidente. Così come adulti che hanno subito ictus, emorragie con danni cerebrali che causano problemi motori, di memoria e comportamento» continua Norma Mazzetto. 
Così la cooperativa ha iniziato a svolgere attività a domicilio attivando progetti per far riacquistare l’autonomia. Da quest’anno invece esiste anche un servizio diurno in via Pozzi che funziona tre giorni alla settimana e che ospita otto persone.
Il percorso è difficilissimo. A volte riesce completamente, altre si ottiene il massimo possibile. Dura anni e comporta problemi diversi anche relativi alle tipologie di pazienti. «I giovani perdono completamente i filtri, diventano aggressivi e hanno soprattutto problemi comportamentali legati alla sessualità – spiega la coordinatrice – spesso poi si trovano soli, perdono gli amici e il percorso diventa ancora più duro». 
Per gli adulti il trauma più grosso è quello di confrontarsi con la vita precedente, di perdere spesso il ruolo che ricoprivano nella loro famiglia o nella vita sociale stessa. «È difficile, quando si lavora per l’inserimento lavorativo, spiegare ad un padre di famiglia che è stato dirigente di azienda che ora può fare solo un lavoro manuale, a volte il processo può richiedere degli anni e la percentuale dei fallimenti negli inserimenti lavorativi è purtroppo molto alta» aggiunge Norma Mazzetto. 
Per questo motivo sul fronte dell’accompagnamento al lavoro Progetto98 ha deciso di puntare ancora di più richiedendo i fondi Cariplo. «Quello che serve è infatti riuscire a dilatare i 
tempi per l’analisi delle competenze, il periodo di stage, per costruire insomma il profilo migliore». 
Ridare identità, ricostruire un’immagine di sè rappresenta un lavoro molto delicato, al quale "Progetto98" ha quindi deciso di dedicarsi. Fra le sue attività la cooperativa, che conta nella sua equipe cinque educatori, una psicologa e un supervisore dei progetti educativi, ha messo anche la prevenzione. Per questo il 24 ottobre organizzerà a Gallarate un convegno rivolto alle scuole che illustri in maniera soft ai giovani che cosa può succedere dopo un brutto incidente e il coma. 
La cooperativa Progetto98 si trova ora in via Pozzi 3 a Busto Arsizio e si può contattare alla email progetto98@libero.it oppure al numero di telefono 0331/770570.


 

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Pubblicato il 29 Settembre 2003
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