Frazione umida: differenziare si può
A poco meno di un mese dalla partenza della raccolta della frazione umida il punto della situazione sul nuovo sistema che riguarda decine di migliaia di famiglie
«Difficile cambiare le abitudini della gente in materia di raccolta differenziata di rifiuti, ma ci stiamo provando e i risultati andranno a beneficio di tutti». Le parole di incoraggiamento per differenziare gli scarti delle famiglie fra carta, cartone, vetro, plastica e frazione umida è l’invito dell’assessore all’ecologia della Comunità Montana della Valcuvia Gianpietro Ballardin (foto).
La raccolta differenziata comprendente la frazione umida è difatti è partita in Valcuvia ai primi di ottobre; il nuovo sistema, che permette di incrementare la quantità di rifiuti che non andranno in discarica, riguarda attualmente decine di migliaia di famiglie distribuite fra i 17 comuni che hanno aderito alla sperimentazione. «E’ stato un avvio difficile, e, dopo una settimana di approccio “morbido”, con un occhio chiuso da parte di chi aveva il compito di raccogliere i sacchi contenenti esclusivamente l’umido, abbiamo introdotto ora una sorta di linea dura, per evitare che all’impianto di compostaggio giunga, ad esempio, anche la plastica assieme all’umido – spiega l’assessore . In realtà ci siamo già mobilitati per seguire la situazione sul territorio servendoci del vigile ecologico, una figura da poco introdotta che avrà proprio il compito di fare il punto della situazione su come sta andando la raccolta».
All’inizio del periodo di rodaggio, infatti, molte sono state le famiglie della zona che si sono viste “rifiutare” il ritiro del sacco contenente la frazione umida, e diversi sono stati i reclami telefonici giunti in Comunità Montana. «Si tratta di un fatto normale quando così tanta gente è costretta a cambiare le abitudini, ma col tempo credo che questa situazione non si verificherà più – aggiunge l’assessore».
Il prossimo 4 novembre sarà quindi fatto il punto della situazione per quanto riguarda la raccolta assieme agli amministratori dei comuni coinvolti nel progetto. La frazione umida, raccolta nel sacco marrone, viene attualmente conferita nell’impianto di compostaggio di Ferrera da dove, secondo Ballardin, «non pervengono notizie di problemi nella gestione dei quantitativi finora trattati».
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