Le sei scuole materne della città diventano un’Istituzione comunale
La scelta in controtendenza rispetto ad altri comuni che invece hanno optato per la forma privata della fondazione. Tre consiglieri di minoranza non partecipano alla votazione
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Per gli utenti dei sei asili della città non cambierà nulla, ma ieri sera in consiglio comunale è avvenuto un passaggio storico. L’Ente Morale Vittorio Emanuele, che operava da oltre un secolo in città, passa il testimone all’"Istituzione comunale scuole paritarie per l’infanzia". Anche se si tratta di un passaggio dovuto per legge, dopo che nel 2000 la Regione aveva abolito le Ipab (istituzioni pubblica assistenza e beneficenza), la discussione in consiglio comunale su questa "trasformazione" si è protratta per oltre tre ore. «Da ente unitario si passa a un ente strumentale che avrà sempre un’autonomia gestionale, ma sarà controllata dal comune – spiega l’assessore alla qualità della vita Claudio Banfi -. Il patrimonio diventa parte del comune». Questa scelta è piaciuta anche alle minoranze, tanto che la creazione dell’Istituzione è stata approvata con 23 voti favorevoli, un astenuto (Marco Strada di Rifondazione Comunista) e tre consiglieri di minoranza che non hanno preso parte alla votazione (Nicola Gilardoni e Luciano Porro di "Costruiamo Insieme Saronno", Roberto Guaglianone di "Una città per tutti"). «Non si poteva lasciare nelle mani della Regione la possibilità di un commissariamento dell’Ente Morale e la scelta dell’Istituzione comunale può essere letta in maniera positiva – spiega Gilardoni -: si tramanda la storia dell’Ente, vi è una maggiore tutela dei lavoratori e mantiene nell’alveo pubblico un servizio di grande rilevanza per la città. Inoltre, il consiglio comunale, rispetto al passato, sarà più protagonista nel controllo della gestione». Nonostante un parare favorevole, Gilardoni ha deciso di non prendere parte alla votazione: «Contesto la modalità con cui si è arrivati a questa scelta, non c’è stata partecipazione, né informazioni sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione rispetto ad altre. Inoltre, non c’è un piano, un obiettivo per i bambini. La scuola materna non è più quella di un secolo fa che deve pensare soprattutto a fornire un piatto di minestra caldo. Ci devono essere anche opportunità formative e percorsi socializzanti. Alla domanda se l’istituzione gestirà tutto ciò, non abbiamo ottenuto alcuna risposta. E poi vi sono numerose incongruenze nell’articolato. Ho chiesto che il punto venisse rinviato per dare modo di sistemare, ma non sono stato ascoltato». Della stessa opinione anche il consigliere di minoranza dei Laburisti Repubblicani Democratici, Angelo Volpi, secondo cui «tutta la gestione della cosa da parte della maggioranza non rende giustizia all’importanza della questione. Sono arrivati a decidere ciò all’ultimo momento per evitare la scadenza del 31 ottobre, oltre la quale la Regione avrebbe indetto il commissariamento dell’Ente». Volpi ha comunque votato a favore. |
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