«La tassa sugli aerei è una vittoria per i nostri comuni»

Il presidente dei comuni aeroportuali italiani Giovanni Canziani esulta dopo la decisione del Parlamento

Hanno volato basso per mesi ma alla fine sono atterrati dove volevano. La nuova tassa sul disagio dei comuni aeroportuali, approvata ieri sera dal parlamento con un emendamento che ha ottenuto voti a destra come a sinistra, nasce da un lungo lavoro di lobbing che i comuni aeroportuali hanno messo in atto sui senatori della Repubblica.
Giovanni Canziani, sindaco di Lonate Pozzolo ma anche presidente della Ancai (associazione nazionale comuni aeroportuali italiani), può considerare la missione compiuta, nonostante il governo abbia già fatto sapere che alla camera l’emendamento verrà cancellato. «Quello che ci ha colpito è il largo consenso ottenuto dalla nostra proposta – spiega Canziani – hanno votato a favore sia esponenti della Lega come il senatore Peruzzotti, sia altri di Udc, Forza Italia, oltre a una nutrita schiera di parlamentari di centrosinistra. Si tratta di un problema reale e non ideologico, che ha oltrepassato i tradizionali steccati di schieramento».
La proposta di legge dell’Ancai, realizzata grazie anche al sostegno dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani presieduta dal primo cittadino di Firenze Dominici, prevede un’addizionale pari a un euro sul biglietto di ciascun passeggero imbarcato in ogni aeroporto italiano. L’addizionale è versata in un apposito fondo unico costituito presso il Ministero dell’Interno e ripartito secondo i seguenti criteri: 20 % del fondo (deposito di riequilibrio) è ripartito, in parti uguali, tra tutti i Comuni di sedime aeroportuale o con lo stesso confinanti; 40 % del totale in favore dei Comuni nel cui territorio risiede l’aerostazione passeggeri, cargo o charter, in parti uguali; 40 % del totale a favore dei Comuni di sedime o con lo stesso confinanti secondo la media delle percentuali di territorio inglobato.
«La cifra che si otterrà è stata esagerata dai media – dice Canziani – a Malpensa sarà di circa 8 milioni e mezzo di euro l’anno». 
Le meno contente saranno le compagnie aeree, ma i comuni giustificano la loro campagna con la necessità di essere indennizzati di alcuni costi legati alla vicinanza con gli aeroporti. Solo a Malpensa, vi sono forti ricadute sui servizi sociali, le polizie municipali, il mantenimento delle strade. In fondo è anche il principio che sta alla base del federalismo. Si dividono le competenze, ma si pagano anche le ricadute di costo. «Vi faccio un esempio – conclude il sindaco di Lonate – se la Sea apre la piattaforma commerciale in aeroporto, noi dovremmo assumere due persone per seguire le pratiche. Per il comune è un costo che qualcuno dovrebbe aiutarci a coprire». 
Anche il presidente della Provincia Reguzzoni ha espresso soddisfazione:, definendo la tassa "espressione di giustizia ed equità"

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Pubblicato il 12 Novembre 2003
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