Retromarcia sul centro commerciale, vince la protesta dei commercianti
Al termine di un consiglio comunale animato, presa la decisione di ridiscutere il futuro dell'ex camiceria Leva
«È stata una vittoria totale dei commercianti di Ispra e della loro unità nel ribadire il loro no ad un centro commerciale nell’ex camiceria Leva». È soddisfatto Lino Gallina, presidente dei commercianti locali, all’indomani del consiglio comunale che ha visto la sospensione al progetto del piano integrato e dunque e il rinvio della decisione sul futuro dell’area. I commercianti sono intervenuti in massa in consiglio, con tanto di slogan e striscioni per chiedere all’amministrazione comunale di tornare sui suoi passi «nell’interesse di molte famiglie ispresi che vivono grazie all’attività di commercio». A fronte dello sbarramento di fuoco, il Consiglio Comunale ha ritardato l’avvio dei lavori, alle 23.30. Dalle 21.00 infatti tutti i consiglieri comunali si sono riuniti a porte chiuse per discutere e trovare una soluzione; infine, i capigruppo consiliari all’unanimità hanno concordato la modifica del punto all’ordine del giorno approvando all’unanimità le richieste dei commercianti, vale a dire, l’avvio di una fase di discussione sul futuro dell’ex camiceria.
«Una decisione necessaria – commenta ancora Gallina – perché adesso finalmente si potrà pensare al recupero dell’area ma ascoltando i cittadini, le associazioni di categoria, i sindacati, le associazioni ambientaliste e tutti i soggetti della nostra comunità che possono essere interessati al futuro dello stabile».
«È la dimostrazione che le associazioni di categoria, se uniti, possono incidere fortemente sulle scelte impedendo che gli interessi di pochi prevalgano su quelli della collettività» è il commento espresso in una nota diramata da Ascom.
Si apre ora una periodo "finestra" di riflessione politica, proprio a ridosso delle elezioni amministrative.
«La nostra intenzione – ripete il rappresentante dei commercianti – è quella di collaborare con l’amministrazione cercando di trovare soluzioni che possano soddisfare tutti. Noi una proposta l’abbiamo già avanzata: un centro direzionale che contempli uffici amministrativi, servizi informatici e bancari, spazi di fruibilità pubblica. Tutto fuorché la grande distribuzione».
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