Scuola, la questione iscrizioni arriva in consiglio comunale
Nel corso dell'ultimo consiglio comunale è intervenuto sulla questione il consigliere Ds Antonellis
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Mancano una manciata di giorni alla scadenza per le iscrizioni al prossimo anno scolastico e regna ancora l’incertezza sull’applicazione della riforma Moratti. Questo vale in modo particolare per le scuole materne dove le famiglie potrebbero teoricamente iscrivere anche i bambini nati sotto i tre anni. Su questo aspetto è intervenuto in Consiglio comunale il consigliere diessino Antonellis. «Cosa farà Varese? Non è questione di essere pro o contro la riforma Moratti. Questa circolare fa riferimento ad un modello di scuola che nella realtà non esiste, mancano i decreti attuativi della legge delega e soprattutto mancano i soldi per attivarli. L’abbassamento dell’età necessaria per iscriversi sia alla scuola dell’infanzia che alle elementari presuppone una riorganizzazione delle strutture e del personale, con l’introduzione di nuove professionalità; le nostre scuole sono in grado di garantire tutto questo?». Proprio per verificare l’esistenza di queste condizioni necessarie all’applicazione della circolare, Antonellis chiede di attivare un tavolo di confronto tra il Comune e il CSA (ex Provveditorato). Il consigliere diessino ha presentato una mozione in cui attacca duramente il contenuto della circolare e della riforma della scuola in generale. Vengono messi sotto accusa sia gli aspetti finanziari (gli alti costi di attuazione sono scaricati sulle scuole e sugli enti locali) sia quelli di merito (l’anticipo delle iscrizioni amplifica la differenza d’età rendendo più complessa la gestione dei progetti educativi). «Tutto ciò è inaccettabile, il Governo sta trasformando la scuola da luogo fondamentale per la crescita socioculturale del cittadino in semplice servizio alla domanda. Lasciare la scelta dell’anticipo alle famiglie e l’introduzione di discipline pomeridiane facoltative al posto del tempo pieno per tutti sono decisioni che vanno inequivocabilmente in questa direzione. Oltretutto quelle poche novità positive introdotte dalla riforma Moratti, come l’inglese obbligatorio sin dalle elementari, sono prive di copertura finanziaria, la loro effettiva applicazione è condizionata alle possibilità economico-organizzative dei singoli istituti». Per un curioso processo inversamente proporzionale, mentre l’autonomia e l’offerta formativa diminuiscono le spese aumentano. Antonellis chiede dunque che il Comune sostenga nelle sedi opportune la domanda sociale del tempo pieno, fondamentale per mettere la scuola nelle condizioni di sviluppare un progetto educativo-didattico valido: «Il Comune di Varese deve passare da soggetto passivo a soggetto attivo, rivendicare con forza il criterio dell’autonomia scolastica interpretando correttamente le aspettative e le dinamiche familiari. Solamente così le diversità possono cessare di essere un ostacolo e diventare opportunità di crescita e coesione sociale» |
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