Si chiude il congresso provinciale delle Acli
Soddisfazione da parte del presidente Ruffino Selmi. Dialogo, cultura dell'accoglienza e un linguaggio per coinvolgere i giovani i temi principali trattati nel corso dei lavori
Più di 200 partecipanti, in rappresentanza di 70 circoli provinciali della provincia di Varese hanno salutato la chiusura del congresso provinciale delle Acli. Una sala gremita all’istituto de Filippi ha fatto da contorno, dalla mattina di domenica, all’apertura della seconda giornata, quella conclusiva, del ventiseiesimo congresso provinciale.
La fine della giornata è coincisa con la votazione da parte dei delegati per il rinnovo degli organi rappresentativi a livello provinciale e per l’elezione dei delegati regionali che parteciperanno a Brescia, sabato prossimo al congresso regionale. Inoltre sono stati eletti i rappresentanti, una decina, che siederanno al congresso nazionale, a Roma, il prossimo aprile.
«Un congresso decisamente sentito – ha commentato il presidente Ruffino Selmi – non solo per il tenore e il numero degli interventi, ben 32 nel corso della giornata, ma anche per le manifestazioni di vera amicizia che numerose componenti esterne, in rappresentanza della politica ma anche del mondo del lavoro, ci hanno dimostrato».
Numerose le tematiche discusse. Dalla necessità di "uscire dai confini", non solo quelli geografici, "verso altre culture e i popoli non europei intensificando i servizi a favore degli immigrati e dei rifugiati politici, e insistendo su una legislazione non discriminatoria e non classista nei loro confronti" – si legge nella mozione congressuale al concetto di fraternità.
«Un tema, questo, che a differenza di quelli "classici", vedi la giustizia o la libertà – spiega Selmi (nella foto) – non non è semplice da gestire. Tuttavia abbiamo notato un grande interesse da parte dei delegati dei singoli circoli territoriali a questa tematica. Appare importante in questo contesto pensare al circolo Acli come una presenza sul territorio che non sia funzionale a se stesso, ma che possa coinvolgere le comunità presenti a livello locale. Per fare questo la nuova sfida sta nei giovani: saperli coinvolgere rappresenta uno degli obiettivi principali su cui ci siamo impegnati a lavorare».
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