Stretta di mano tra il cardinale e l’imam
Dopo la via crucis incontro sul sagrato della chiesa all'insegna della tolleranza
Una delegazione di cittadini musulmani ha stretto la mano, venerdì sera, all’arcivescovo della diocesi di Milano Dionigi Tettamanzi. I dieci islamici, guidati all’imam Mohamad Mafoudi e dal portavoce della comunità Samir Baroudi, hanno atteso, sul sagrato della chiesa, che si concludesse la via crucis quaresimale della comunità parrocchiale gallaratese, a cui partecipava come ospite di eccezione proprio il cardinale. Alla fine della funzione, Mafoudi, l’imam che l’anno scorso era stato arrestato perché sospettato di fiancheggiare il terrorismo, ha voluto portare un saluto a Tettamenzi e gli ha espresso la vicinanza della comunità musulmana, stretta di mano e un breve dialogo, in cui il cardinale ha ripetuto le parole utilizzate durante la preghiera comunitaria: dobbiamo pregare per tutti i fratelli, di tutte le religioni.
Mafoudi e Baroudi hanno così voluto gettare un ponte di dialogo in una città che ha vissuto con preoccupazione la contrapposizone religiosa. Mafoudi è stato ritenuto colpevole di traffico di documenti, ma ha sempre fermamente respinto qualsiasi simpatia per i terroristi. Da quando è uscito dal carcere, a febbraio, ha ripreso l’attività di imam della moschea di Gallarate e partecipa a incontri e serate in cui non fa che chiedere dialogo e pace.
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