Assenze,strappi e imbarazzi, la CdL stenta
Passano le varianti al piano regolatore, l'opposizione accusa: «Nessuna fiducia verso questo maggioranza»
La fronda di Forza Italia persevera, numero legale salvato dalle opposizioni e nuove accuse di slealtà, lanciate da sinistra verso la giunta e la maggioranza.
È il nuovo pessimo bilancio del consiglio comunale di ieri sera, ennesima serataccia in cui gli sgambetti, le forzature formali, gli strappi hanno avuto ragione sul confronto.
Il dato politico è che l’attività dell’assemblea era di nuovo a rischio. Defezioni scontate dei quattro moschettieri, assenti all’abbrivio anche il sindaco e il consigliere Terzaghi. I diciannove consiglieri di maggioranza presenti ad inizio consiglio non avrebbero nuovamente garantito lo svolgersi dei lavori. Baracca e burattini, tutti a casa?
L’opposizione vuole giocare sul piano della lealtà istituzionale. In discussione v’è la modifica sul regolamento delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico. Provvedimento indifferibile, ultimo giorno utile. L’opposizione non convinta si oppone, ma permette l’attuazione di una modifica che va vantaggio dei cittadini che avevano ingiustamente pagato in precedenza.
Zappoli addirittura lancia un ponte alla Lega: sua la proposta di votare insieme alla Cosap anche l’abolizione della tassa sui passi carrabili, vecchia battaglia del leghista Terzaghi. Non passa l’emendamento perché senza copertura in bilancio, come sentenzia in aula il ragioniere capo. Il tentativo bipartizan abdica sul nascere.
Da lì in poi, il clima si fa nuovamente acre, con la giunta e la maggioranza avvolti da crescenti imbarazzi: Fassa rinfaccia all’assessore Motta «incompetenza ambientale ed urbanistica»; lo stesso assessore evade l’interrogazione di Zappoli su quali opere saranno finanziate con i proventi delle alienazioni. Passa la contestata delibera che spiana la vendita degli immobili e dell’area attualmente parcheggio in via Sempione. «Mercimonio del territorio per fare cassa che politiche economiche non rigorose pongono come ineludibile necessità» sentenzia critico ancora Fassa. «Aumento scriteriato dei parcheggi in zone già ad alta saturazione di traffico», aggiunge Cacioppo..
«Concezione immobiliarista della politica» incalza Molinari, Margherita.
«Utile, considerata la particolare conformazione viabilistica della città», se la cava Cerini, Lega.
Lo sgarbo che fa saltare definitivamente i nervi arriva subito dopo: la capogruppo di Forza Italia Pajetta propone di discutere la variante al Prg relativa a villa Pfizmayer, edificio storico di proprietà della Provincia che ospita strutture psico-sociali. Villa Recalcati, per esigenze di bilancio, vuole vendere e fare cassa ma necessita del placet del piano regolatore comunale. Sulla decisione pesa l’incertezza sul futuro del centro di recupero psico-sociale. Tanto che l’accordo in palazzo Estense era chiaro: se ne discuterà quando dalla Provincia arriveranno risposte certe sulla questione. Invece arriva la richiesta della Pajetta.
Piovono critiche feroci e ironiche: il più duro è Cacioppo: «Un nuovo tradimento del patto tra gentiluomini, un’ennesima prova di arroganza, vergognatevi».
Molinari si alza e lascia l’aula: «Le riunioni dei capigruppo ormai sono inutili, non è più possibile avere fiducia in questa maggioranza».
Per il terzo lunedì di seguito sui banchi della casa della libertà scende il disagio. Il presidente Ghiringhelli, momentaneamente fuori aula, è sostituito alla guida della seduta. Un caso?
Tocca al consigliere Colombo, dirimere la questione dal punto di vista tecnico. L’inserimento del punto nell’ordine del giorno è legittimo, ma non risparmia nuove critiche alla maggioranza.
Ciliegina sulla torta: alla domanda del consigliere Imperiali: cosa sono i servizi psico-sociali, nessuno della giunta è in grado di rispondere.
È abbastanza perché la maggioranza voglia chiudere qui. Ma rimane la sensazione netta di sfilacciamento della coalizione di governo: la fotografia esatta arriva subito dopo. Quando, come ulteriore prova di forza, i banchi della Casa della Libertà si svuotano per far mancare il numero legale agli ultimi punti, ai loro posti rimangono Ossola, Cunati e Terzaghi della Lega e Cornacchia di An, a tenere alta almeno la bandiera del decoro. Maggioranza zoppa anche nell’ostruzionismo.
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