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Solo uno dei ragazzi era in contatto con un livello superiore, un suggeritore, un adulto, un burattinaio. Le indagini dei magistrati di Busto Arsizio sono in corso per chiarire se sia stata una regia esterna a ordinare le morti di Fabio, Chiara e Mariangela, i tre delitti finora attribuiti al gruppo delle "bestie di satana". Il cerchio delle indagini si stringe sugli arrestati. Andrea Volpe, Nicola Sapone, Pietro Guerrieri e Mario M, che ai tempi della vicenda era minorenne. E si allarga sui sospetti. Tra i tre denunciati ancora a piede libero, uno in particolare viene indicato come potenzialmente un leader. Supposizioni, finora. Il padre di Fabio Tollis, nelle sue ripetute denuncie, contava tredici persone gravitanti nella setta. Tutte dell’hinterland milanese e del basso Varesotto. Le morti misteriose partono dal 1998, con la sparizione di Fabio e Chiara Marino. Su questa scomparsa emerge anche un altro particolare. Diciassette giorni prima del delitto, l’auto dei due ragazzi fu bruciata, forse un primo tentativo di ucciderli. Vengono poi finiti, con coltelli e mazze, durante un rito nel bosco, e gettati in una fossa, scavata qualche giorno prima. Un incubo. Nel 1999 muore Andrea Bontade, 19 anni di Gallarate. Qualche ora prima di morire vede Andrea Volpe. Torna a casa sconvolto, esce in auto, si schianta a 180 all’ora contro un muro, sulla superstrada per Malpensa. Un testimone dice che non ha toccato i freni. Si pensa al suicidio, forse indotto. Secondo la procura c’era anche lui il 17 gennaio del 1998, nel bosco del massacro. Nel 2000 un giovane muore per un buco di eroina, il primo della sua vita: frequentava Volpe, forse voleva allontanarsi dalla setta. I magistrati si stanno occupando anche del suicidio di Andrea Ballarin (nessuna parentela con Elisabetta, la ragazza di Volpe in carcere per il favoreggiamento dell’omicidio di Mariangela Pezzotta) avvenuto nel 2000. Il ragazzo, solo e depresso, si impicca davanti alla scuola, l’istituto per geometri di Somma Lombardo. Anche lui era in contatto con Andrea Volpe. L’ultimo caso sotto esame è avvenuto a Legnano nel 2004; un ragazzo, che gravitava nello stesso giro, trovato impiccato a un albero. Si sospetta un altro suicidio indotto. Infine, il 23 gennaio 2004, l’omicidio di Mariangela Pezzotta, la ex ragazza di Volpe, finita con un colpo in faccia e con decine di badilate sul volto, poi seppellita nel giardino della villetta di Golasecca dove il ragazzo viveva Elisabetta Ballarin. Da due Mariangela anni si era staccata da Volpe, aveva cercato di rifarsi una vita, forse sapeva troppo. Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti emergono diversi particolari con un unico filo conduttore: rituali macabri, omertà assoluta e minacce. Due testimoni avrebbero raccontato ai magistrati di aver partecipato a un rito in cui era necessario praticarsi un taglio e bere da una coppa il sangue sgocciolato. L’obiettivo dei magistrati è quello di fare luce su tutti i delitti e ricostruire, punto per punto, il percorso criminale del gruppo. Se è vero che le "bestie di satana" non erano da sole a progettare ed eseguire i delitti, rimane da scoprire e arrestare chi ha fornito la matrice ideologica a un gruppo di ragazzi instabili e dediti alle droghe pesanti.
I magistrati che stanno occupandosi dell’inchiesta confermano lo stato delle indagini, ritenendo opportuno "allentare la tensione" sulla vicenda dal momento che "l’inchiesta è delicata ed è opportuno procedere con molta cautela".
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