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Una minoranza consigliare intera denunciata con tanto di visite a domicilio dei carabinieri e poi interrogata presso la locale stazione. È quanto lamentano i consiglieri della lista "Scegli Brebbia" in un comunicato letto durante l’ultimo consiglio comunale del 21 giugno in cui si ripercorre «l’atto di intimidazione» perpetrato, secondo gli estensori, dall’attuale maggioranza. I fatti: il 5 settembre 2003 veniva indetta dalla minoranza consigliare "Scegli Brebbia" un’assemblea pubblica per fare il punto della situazione" a due anni dall’inizio della legislazione. L’iniziativa era pubblicizzata da un volantino che evidenziava i punti principali di dissenso nei confronti della politica attuata dalla maggioranza che amministra il paese. A febbraio 2004 tutti i membri della minoranza consigliare vengono informati dai carabinieri di essere sottoposti ad indagine «per una denuncia depositata da non si sa chi e non si sa per che cosa, presso il tribunale di Varese!». A Maggio del 2004 viene loro comunicato, sempre con visita dei carabinieri a domicilio, che l’interrogatorio si sarebbe tenuto presso la stazione dei carabinieri di Besozzo. I consiglieri via via più increduli si presentano con l’avvocato: e scoprono il motivo della denuncia: letto il volantino, il sindaco di Brebbia, Adolfo D’Agata avrebbe trasmesso lo stesso al comandante della polizia municipale di Brebbia e questi ha denunciato gli autori per diffamazione. «Una delle principali funzioni della Polizia municipale è quella di garantire la sicurezza del cittadino e non esclusivamente quella di prodigarsi per multare, soprattutto i Brebbiesi , usando ogni stratagemma possibile per rimpinguare le casse comunali ». Pare sia questa l’affermazione che ha fatto saltare la mosca al naso dell’ufficiale. « Che in democrazia si quereli la minoranza consigliare è un fatto gravissimo – si lamentano i consiglieri di minoranza – Questa denuncia ha sconvolto la quotidianità della vita di persone oneste, che gratuitamente, senza tornaconti o interessi personali si sono dedicate all’attività politica cercando di arginare la devastazione edilizia e lo sfruttamento del nostro territorio». La lista "Scegli Brebbia" non si fa intimorire e promette risposte: « Invitiamo tutte le persone oneste, anche quelle presenti nella maggioranza, ad opporsi a questo tentativo di imbavagliare la critica e la dialettica politica. In un paese democratico il sindaco avrebbe dovuto ascoltare le lamentele dei suoi cittadini e porvi rimedi». Mentre a Brebbia, protestano «la democrazia e la libertà sono in pericolo».
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