«Il liceo artistico e quei due milioni “fantasma”»

Scuola - Il consigliere Zappoli chiede conto alla giunta sulle entrate inserite nel bilancio 2004. «Finanza creativa a livello locale»

Che fine farà lo stabile di Viale Milano, attualmente sede del liceo Artistico, dopo il trasferimento degli studenti nella nuova sede di Masnago? La domanda non è peregrina, almeno quanto sapere quale beneficio, bilancio alla mano, potrà trarne l’amministrazione comunale dalla sua "acquisizione". 
La questione aleggia sul consiglio comunale, almeno dal 22 marzo quando il consigliere di Rifondazione Comunista Angelo Zappoli presenta un’interrogazione alla giunta per chiedere lumi. La risposta, a detta dell’interrogante, is blowing in the wind: «L’interrogazione è passata dalla giunta all’assessore Papale, da questi ad un dirigente dell’assessorato e da questi al direttore generale Michieletto, ma, nonostante un sollecito del presidente del consiglio Ghiringhelli, non mi è ancora arriva una replica».
I fatti sono questi: il consiglio comunale approva la variante di prg, condizione per lo spostamento del liceo da viale Milano alla nuova sede in via Valverde. Il vecchio stabile, rientrerebbe, allegati alla mano, nella disponibilità del Comune. L’amministrazione indica l’immobile fra quelli di cui é prevista l’alienazione, per un ricavo di 2 milioni di euro, nel bilancio preventivo 2004. 
«Fin qui tutto bene – commenta Zappoli – se non fosse che il presidente della Provincia Reguzzoni, responsabile dei plessi scolastici, definiva, alcuni mesi fa, la restituzione dell’attuale sede al Comune "possibile" e solo dopo una valutazione del fabbisogno di edilizia scolastica nel prossimi 20-30 anni». 
Risulterebbe quindi che nel bilancio preventivo 2004 del Comune di Varese é iscritta un’entrata di 2 milioni di euro da un’immobile di cui non si ha certezza di disponibilità. Quando Zappoli chiese spiegazioni in merito durante il consiglio comunale non ottenne risposte. 
E tutt’oggi rimane col dubbio che anche a Varese si sia applicata una sorta di versione locale di finanza creativa. «Il Comune di Varese presenta investimenti e spese, con i conti in pareggio preventivo, dichiarando che vi farà in parte fronte con beni immobiliari di cui non ha disponibilità certa». 
Zappoli suppone a questo punto che le perplessità espresse da Reguzzoni venissero ritenute degli amministratori superabili. Ma non esclude che a quel punto il Comune non mettesse in conto l’eventualità di non entrare subito in possesso dell’immobile. «Se così fosse – conclude il capogruppo di Rifondazione – temo che il cerino stia passando di mano in mano per evitare che qualcuno si scotti: cosa meglio che lasciarlo nelle mani di un dirigente fidato, cui affidare l’onere del silenzio, sperando che il tempo passi e che nessuno si chieda se altre parti di questo bilancio, fatto di aumenti di tariffe e di esternalizzazione di servizi, siano altrettanto "approssimate"».

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Pubblicato il 23 Luglio 2004
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