La nuova tendenza da indossare passa per il cartello di Medellin

T-shirt inneggianti a Pablo Escobar, Tony Montana e i Corleonesi sono la nuova trasgressione dei giovani tra i 15 e i 25 anni

E pensare che una volta il massimo della trasgressione anti-proibizionista nella moda era il faccione di Bob Marley o la foglia della pianta di canapa. Oggi se indossi una maglietta del genere potrebbero darti del matusa perché i nuovi miti emergenti sono i boss che hanno gettato le basi dello spaccio internazionale di cocaina sull’intero pianeta. Ma è solo moda, tendenza da seguire per non apparire out, un modo per trasgredire. Giri per le vie della tua città, la prima Milano come sempre, e ti ritrovi il ragazzino davanti a te che incrocia la tua strada, senza un pelo di barba sul viso da angioletto e leggi sulla sua maglietta “Pablo Escobar – re della cocaina” e sul retro un improbabile tragitto di un aereo che parte dalla Colombia e arriva in Italia e più precisamente a casa del possessore della maglietta (c’è scritto “casa mia”). Ti chiedi cosa sta succedendo e vai a parlare con il proprietario di un negozio di abbigliamento della tua città che in vetrina espone una maglietta che porta la scritta “Corleone” e la stampa di una pistola, entri e ci trovi una mamma che dice al figlio: «Ti sta proprio bene questa maglietta, tesoro di che colore la vuoi?».  Sulla maglietta c’è scritto “Tony Montana – Scarface” e  dietro L.A. Cocaine. Attendi silenzioso e un po’ incupito che la scena davanti ai tuoi occhi scompaia insieme ai due protagonisti, figlio quindicenne – mamma quarantenne, e finalmente parli con il negoziante che sta mettendo in cassa i quaranta euro della maglietta appena venduta (l’ultima perché sono andate a ruba) e chiedi se è normale che un adolescente porti sul petto il nome di un pericoloso bandito che ha seminato morte per l’intero pianeta attraverso la vendita illegale di centinaia di tonnellate di una pericolosa sostanza stupefacente: «Sinceramente non credo che sia normale – risponde il negoziante preoccupato – e penso che la maggior parte dei ragazzi che comprano queste magliette non conoscano quasi nulla dei personaggi che stanno dietro a quei nomi». Seguono una moda, tutto qui. Cambi domanda e chiedi quale sia  il target al quale è rivolto questa linea di abbigliamento: «Sono ragazzi che vengono qui con le idee chiare sul criminale da indossare, pensa che una volta un cliente mi ha chiesto se esisteva una maglietta col nome di Totò Riina, hanno tra i 15 e i 25 anni e provengono da famiglie borghesi, posseggono un’istruzione medio-alta». Si tratta dunque solo di emulazione, di tendenza momentanea che scomparirà come moltre altre mode passate in un attimo. Una speranza: che questa duri molto meno delle altre e che non ritorni in voga come i pantaloni a zampa

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Pubblicato il 19 Luglio 2004
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