No di Legambiente al parco acquatico

L’associazione ambientalista appoggia il comitato spontaneo nato quindici giorni fa contro la costruzione di un parco acquatico in via Zanzi

Il primo lotto di lavori è già stato avviato ma Legambiente e il comitato in difesa del parco Hirchorn non demordono e continuano a battersi contro quella che viene definita una colata di cemento sul verde. Il parco acquatico, fortemente voluto dal sindaco di Lavena Ponte Tresa e finanziato interamente con fondi regionali, non piace al comitato soprattutto per la zona di edificazione scelta dall’amministrazione: l’area verde denominata parco Hirchorn nei pressi di via Zanzi a Lavena. La nuova struttura per il divertimento, a conclusione dei tre lotti, occuperà un’area di 12500 mq e comprenderà due piscine, una semiolimpionica e una per i tuffi, più uno scivolo, gli spogliatoi e delle aree verdi per prendere il sole. «Del parco, così come gli abitanti di Lavena l’hanno sempre conosciuto, non rimarrà più niente – fa sapere Gianluigi Pozzi, uno dei fondatori del comitato – e, calcolando l’utilizzo che se ne può ricavare a queste latitudini che si riduce ad una quarantina di giorni l’anno, oltre al danno ambientale negli anni a venire subentrerà quello economico». Anche Legambiente è dello stesso parere, fa sapere invece Alberto Tarroni responsabile di zona dell’associazione, con una punta di preoccupazione in più per l’aspetto ambientale che verrebbe stravolto in uno dei luoghi più belli del lago Ceresio dal punto di vista naturalistico. Le preoccupazioni, raccolte in una petizione sottoscritta da seicento abitanti e che includono anche l’aumento del traffico che ne deriverà oltre al problema dei parcheggi, sono state presentate all’amministrazione comunale che però, dal canto suo, esprime la volontà di continuare assicurando che il progetto è perfettamente integrato nell’ambiente circostante e che gli accorgimenti finalizzati a diminuirne l’impatto ambientale sono stati presi in considerazione e risolti sin dalle fasi iniziali: «Stiamo trattando l’acquisto di un mini-bus elettrico per portare le persone in piscina e abbiamo incastonato lo scivolo nella pendenza naturale che ci offre il parco, evitando brutture in ferro alte trenta metri» ha ricordato il sindaco Donata Mina Stocchi. La battaglia prosegue per ora a suon di dichiarazioni ma il comitato spontaneo, ricorda Gianluigi Pozzi, ha segnalato il caso anche ad altre associazioni oltre a Legambiente che, se accetteranno la sfida, potranno formare un vasto fronte di opposizione alla costruzione tale, perlomeno da preoccupare l’amministrazione in carica e madrina del progetto.

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Pubblicato il 23 Luglio 2004
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