Un’agricoltura per aiutare la terra e l’uomo

Enzo Nastati (L'Albero della Vita) vero mattatore della conferenza a Villa Tovaglieri

Agricoltura biologica. Omeopatia. Argomenti che fanno fuggire a gambe levate quasi tutti, bollati subito come ricette "alternative" prive di qualsivoglia impatto sulla realtà, e buone solo per vuotare qualche portafogli. Non così secondo Enzo Nastati, mattatore ieri sera a Villa Tovaglieri. L’incontro "Un’agricoltura per aiutare la terra e l’uomo" era organizzato dalla neonata associazione Arte Agricola Bustese, che ha intenzione di introdurre la pratica dell’agricolutura biodinamica presso la Cascina Burattana, che ne diventerà la sede, con l’avallo del Comune di Busto Arsizio, proprietario dell’immobile. "Nessuno dei miei era contadini da ormai tre generazioni. Poi trent’anni fa presi casa sulle colline di Muggia, vicino a Trieste" ha raccontato Nastati. "Avevo un ampio giardino di 300 mq e decisi di ricavarci un orto, innamorandomi subito del lavoro della terra. Il resto lo fece il mio interesse per la medicina, la salute e l’omeopatia. Da subito applicai i metodi di Rudolf Steiner (il fondatore dell’antroposofia, ndr), e con successo. Tramite preparati omeopatici sono riuscito addirittura a ridurre del 40% la radioattività degli ortaggi nei giorni di Chernobyl. Da allora la battaglia per il disinquinamento ambientale è divenuta parte integrante della mia vita. Produrre cibo di qualità in un ambiente inquinato non è possibile. Tre sono i cardini del mio pensiero in materia di agricoltura, sviluppati in trent’anni di esperienze e consulenze in giro per il mondo, nel disinteresse delle istituzioni ufficiali: altissima qualità degli alimenti, quantità della produzione, miglioramento dell’ambiente. Per altissima qualità non intendo quello che si gabella come biologico. Io conosco solo cinque aziende veramente bio in Italia. Carote coltivate in Sicilia e vendute come biologiche erano radioattive come quelle di Chernobyl, sapete? Questo perchè erano coltivate in terreni tufacei che sprigionavano un gas radioattivo, il radon. Oppure: campi trattati con diserbanti, la cui azione si prolunga per sedici anni, dopo tre anni sono riconvertiti a biologico. Me lo chiamate bio questo? Poi, parliamoci chiaro, per concimare alla maniera delle aziende biologiche in tutta Italia ci vorrebbero 30 milioni di bovini, e ce ne sono solo 3. Noi neanche concimiamo: stimoliamo la rigenerazione dell’humus per via omeopatica. Pensate che siamo riusciti a far ricrescere il livello di humus in campi coltivati per tre anni a grano e chimica (il grano erode i suoli in modo micidiale, ndr)! Il biologico produce un 30% in meno, è un lusso per chi ha i soldi. Noi invece vogliamo quantità e prezzi giusti. Le aziende che noi seguiamo devono vendere nel circuito normale a prezzi normali, non in quello del biologico. Infine, un’agricoltura che migliori l’ambiente. L’inquinamento ha un suo ciclo nel manifestarsi: noi oggi paghiamo l’inquinamento di cinquant’anni fa. Sapete che di questo passo nel 2020 la Pianura Padana sarà desertificata, non dal clima ma dalla chimica? Non sono profezie di uno squilibrato, ma dati ufficiali del ministero dell’Ambiente. Del resto, se l’età media degli agricoltori italiani è di 60 anni, che interesse hanno per il futuro? Eppure si può agire. Geneticamente ogni pianta ha enormi potenzialità nascoste, che si possono stimolare tramite opportuni preparati omeopatici: così si può ottenere la resistenza al caldo, al freddo, ai campi magnetici, ai parassiti… e in tempi rapidissimi. Quando ciò non è possibile, la selezione delle sementi porta comunque al risultato desiderato, senza bisogno di ricorrere all’ingegneria genetica, che è una forma di violenza sulla natura. Dunque, qualità, quantità, cura dell’ambiente, sono i pilastri di una nuova concezione che abbiamo portato in giro per il mondo. Le università in genere mi hanno chiuso le porte in faccia, ma so che quando gli enti locali devono disinquinare una zona industriale contaminata e non sanno a che santo votarsi, si rivolgono a noi, e i risultati sono sorprendenti». 

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Pubblicato il 02 Luglio 2004
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