Rischia di esplodere il problema rifiuti

Per Luciano Allievi, direttore dell'unico impianto di compostaggio rimasto: «nessuna disponibilità a smaltire una mole ulteriore di umido»

Dove andranno a finire i nostri rifiuti? Qual è il futuro del a raccolta differenziata in provincia di Varese? 
Dopo la decisione della Procura della Repubblica di Varese di chiudere l’impianto di compostaggio di Gemonio, si aprono scenari di incertezza nel campo dello smaltimento dei rifiuti.

In provincia vi è un solo altro impianto, quello di Ferrera, vicino Luino. Quest’ultimo però, più piccolo di quello di Gemonio, lavora già praticamente a pieno ritmo. Riceve infatti più di 14mila tonnellate di rifiuti l’anno, su una disponibilità massima di poco superiore alle 15mila. E’ lo stesso direttore dell’impianto, Alessandro Allievi, a stoppare sul nascere qualsiasi idea di aumento della mole di rifiuti destinati all’impianto: «Da parte nostra abbiamo sempre ribadito che a Varese sono assolutamente necessari due impianti di compostaggio, è il bacino d’utenza che lo richiede». In particolare, l’ideale sarebbe avere un impianto a nord ed uno a sud, per limitare i costi di trasporto che sono i più esosi per gli utenti. 
Tuttavia questa sarebbe una soluzione a lungo a termine, per risolvere il problema nell’immediato bisogna percorrere altre vie. La soluzione più gettonata sembrerebbe quella di convogliare l’umido che arrivava a Gemonio in altri impianti, fuori provincia o addirittura in Piemonte. Il problema dello smaltimento verrebbe risolto, a costo però di un notevole lievitamento dei costi di trasporto. L’assessore provinciale all’ambiente, Francesco Pintus, assicura di essere alla ricerca di una soluzione: «La decisione dell’autorità giudiziaria ha preso un po’ tutti di sorpresa, ma saremo in grado di affrontare il problema quando si manifesterà concretamente».

Per quanto riguarda Gemonio invece, rimane il dubbio su come un impianto all’avanguardia a livello europeo, tra i più evoluti in Italia per il trattamento dei rifiuti organici e del verde, possa aver creato tutti questi problemi di cattivo odore. 
Una problema che sembra non sfiorare l’impianto di Ferrera: «Noi usiamo il goretex, la stessa membrana usata in sala operatoria, quindi siamo all’avanguardia in termini di tecnologia – afferma sempre Allievi – Posso anche affermare con sicurezza che siamo gli unici ad usarla, perchè a Varese l’abbiamo solo noi e nessuno ce ne ha mai fatto richiesta».

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Pubblicato il 16 Agosto 2004
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